Una vita da Kiter: il racconto di Gigi


Io ed i miei amici… una vita da Kiter

Era la mareggiata dell’autunno del ’77, Io ed i miei amici…

Così inizia “Big Wednesday” film di John Milius con la voce narrante di Fly, un giovane surfista californiano che introduce la storia sua e della sua banda di amici Matt Johnson, Jack Barlowe e Leroy Smith.  Così inizia anche la mia storia, solo che non siamo né a Laticon Beach né a Sharq Bay: siamo nella spiaggia di Granelli, a Pachino (Siracusa), Sicilia, la spiaggia più a sud d’Europa.

Era la fine del secondo millennio quando sul web apparivano questi primi aquiloni giganti che svolazzavano in mare trainando con sé il rider; era Wipika isola delle Hawaii. Pochi anni dopo sul web iniziavano a girare i primi video, le prime info ed i primi veterani.
Io, Salvo, Corrado e Carlo, che già praticavamo windsurf, decidemmo di capire meglio perché vedevamo sul web acrobazie aeree che, da certi punti di vista, il windsurf non permetteva.
All’epoca non esistevano scuole o istruttori come adesso; prima era tutto “homemade by yourself”. Con non poche difficoltà iniziammo a manovrare questi aquiloni , dall’inglese “Kite”, ci armammo di tavole e da quel giorno Granelli divenne nostra.

 

Era uno spettacolo vedere questi aquiloni volare e noi con essi. Oggi il kitesurf è molto diverso, i materiali sono ottimi e sicuri, le tavole sono molto più tecniche. Ma ciò che non è cambiato è l’adrenalina (la madre di tutte le “droghe”) che ti trasmette quella carica di emozioni forti delle quali non puoi più fare a meno -se le hai provate- e ne resti “schiavo”. Con gli anni Granelli è rimasta sempre la nostra base estiva, ma durante l’inverno ci si sposta, spesso in aereo: Fuerteventura (Canarie), Tarifa (Spagna), Egitto, Venezuela;  posti dove il vento la fa da sovrano, essendo  il motore di tutto e quando non soffia, il rubinetto di adrenalina si chiude e noi  Riders, gettali lì, in balia della vita; c’è chi lavora in banca sempre in camicia e cravatta, c’è chi fa il medico e c’è chi fa il pane.

Ma quando soffia il vento, beh, quando arriva lui sulle spiagge le cravatte volano, i camici e gli arnesi di lavoro svaniscono perché adesso c’è da prendere la tavola, caricare la macchina e volare in spiaggia dove trovi gli altri “pazzi”, si, pazzi come “te”, per vivere le emozioni da Kiter !

ph: Gigi
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