Ritroviamo un Leonardo Notte profondamente cambiato, ormai pilastro fondamentale dell’entourage di Silvio Berlusconi. Non è più solo un consulente creativo; è l’architetto mediatico della “discesa in campo”. Il suo compito è delicato e spietato: pulire il terreno dai detrattori, come dimostra il cinico ricatto ai danni di Alberto Muratori, messo a tacere sfruttando i fantasmi di un passato comune risalente a 16 anni prima. Per Leo, la ricompensa promessa è il massimo traguardo dell’ambizione: un seggio in Parlamento.
Una vita privata sull’orlo dell’abisso
Ma dietro la facciata del successo politico, la psiche di Notte è un campo di battaglia. La rottura con Beatrice Mainaghi ha lasciato un vuoto riempito da una scelta perversa: la convivenza con Arianna, la vedova di Rocco Venturi (l’uomo ucciso da Leo stesso). Un rapporto nato forse dal rimorso o da una forma di lucida follia, che lo vede calato nel ruolo di compagno e “padre” sostitutivo proprio nella casa della sua vittima.
Il fantasma di Rocco Venturi
Il passato, però, ha il passo lungo. Il ritrovamento del cadavere di Rocco nei cantieri Mainaghi trasforma la stabilità di Leo in un castello di carte. Luca Pastore, poliziotto tenace e vecchio rivale in amore, non ha mai smesso di sospettare di lui. Grazie alla soffiata di uno spacciatore, il cerchio si chiude: Leonardo Notte viene arrestato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Il carcere e il patto col diavolo
La detenzione diventa un nuovo terreno di gioco. Tra una lezione di italiano ai detenuti insieme a Sergio Cusani e le pressioni della malavita, Leo si ritrova davanti a un bivio morale. Per riottenere la libertà, accetta il “contratto” propostogli dall’avvocato Arnaldi per conto del boss Brancato: eliminare Antonino Del Re, l’imprenditore pronto a parlare dei legami tra mafia e affari. Notte non sporca le sue mani, ma paga un sicario. Il prezzo del sangue gli restituisce la libertà, grazie a una falsa confessione che lo scagiona dall’omicidio Venturi.
Il tradimento e l’epilogo di sangue
Fuori dal carcere, però, il mondo non lo aspetta più.
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Berlusconi, temendo il danno d’immagine, gli nega la candidatura parlamentare.
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Arianna, ottenuta la confessione del delitto, lo allontana definitivamente.
Ferito e isolato, Leo tenta l’ultima mossa disperata: un doppio gioco con il PDS, registrando segretamente ammissioni di colpevolezza sui fondi illeciti della sinistra per tornare nelle grazie del Cavaliere. Ma il destino ha un tempismo tragico. Proprio mentre si reca al Jolly Hotel per consegnare il “trofeo” a Berlusconi e riprendersi il suo posto nella storia, il passato lo raggiunge sotto forma di proiettili. È Arianna a sparare, mettendo fine (forse) alla corsa del poliedrico pubblicitario proprio sulla soglia del nuovo potere.


