Interpretato da Enrique Arce e doppiato da Massimo De Ambrosis, Arturo è il Direttore Generale della Zecca Reale di Spagna. Personaggio egocentrico e manipolatore, funge da principale antagonista interno tra gli ostaggi.
Il ruolo nella Zecca di Stato (Parti 1 e 2)
Durante la prima rapina, Arturo si distingue non per il coraggio fisico, ma per la capacità di spingere gli altri al rischio per il proprio tornaconto:
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Il tradimento e il ferimento: Dopo aver convinto l’amante Mónica Gaztambide a rubare un cellulare (mettendola in pericolo di vita), Arturo causa indirettamente il caos sul tetto della Zecca. Brandendo una pistola finta, viene scambiato per un rapinatore dalla polizia e colpito alla spalla da un cecchino.
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L’intervento e la gaffe: Per salvarlo, il Professore permette l’ingresso di un’equipe medica (in cui si infiltra l’ispettore Ángel). In un momento di confusione sotto anestesia, Arturo telefona alla moglie Laura promettendole un viaggio, ma la chiama erroneamente “Mónica”, rivelando il suo legame extraconiugale.
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I tentativi di fuga: Nonostante il ferimento, continua a complottare, utilizzando spesso gli altri (come Mercedes Colmenar o Alison Parker) come pedine nei suoi fallimentari piani di evasione.
L’ascesa mediatica e il Banco de España (Parti 3 e 4)
A tre anni di distanza dai fatti della Zecca, Arturo ha trasformato il suo trauma in un business:
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Guru motivazionale: Diventa un personaggio pubblico, scrivendo libri e tenendo conferenze teatrali dove si autocelebra come un eroe nazionale.
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Ritorno in scena: Durante l’assalto al Banco de España, viene chiamato dalla polizia come consulente. Tuttavia, la sua ossessione per la gloria lo spinge a intrufolarsi nell’edificio, diventando volontariamente ostaggio per la seconda volta.
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Conflitti personali: Il suo ritorno esaspera la banda, in particolare Denver. Si scopre infatti che Arturo è il padre biologico di Cincinnati, il figlio che Mónica (ora Stoccolma) sta crescendo con Denver.
Caratteristiche del Personaggio
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Natura Manipolatoria: Arturo raramente agisce in prima persona, preferendo influenzare psicologicamente i più deboli affinché si ribellino ai rapinatori.
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Vigliaccheria: Sebbene si professi un eroe, le sue azioni sono dettate dal narcisismo e dalla ricerca di visibilità, spesso a discapito della sicurezza degli altri ostaggi.
Nota: Il suo rapporto con Mónica culmina in una spirale di tossicità che porterà la donna a compiere gesti estremi per liberarsi definitivamente della sua influenza oppressiva.


