Dopo un processo che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso, Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Cecchettin, la giovane universitaria uccisa con 75 coltellate in circostanze che hanno suscitato indignazione e dolore in tutto il Paese. La Corte d’Assise di Venezia ha emesso la sentenza poco fa intorno alle 16 condannando l’imputato all’ergastolo.
Una sentenza esemplare
La condanna all’ergastolo riflette la ferma intenzione della magistratura di inviare un messaggio chiaro contro la violenza di genere. Il caso Cecchettin si inserisce purtroppo in un contesto drammatico: in Italia, il numero di femminicidi continua a essere allarmante.
Sui social, migliaia di utenti hanno espresso solidarietà alla famiglia Cecchettin e condannato ogni forma di violenza sulle donne.
Il caso di Giulia ha riacceso il dibattito sulla necessità di maggiori strumenti di tutela per le donne vittime di violenza. La condanna rappresenta un passo avanti nella battaglia contro i femminicidi, ma il vero cambiamento richiederà uno sforzo collettivo e continuo da parte di tutta la società.


