“Corruzione”: Quando il truffatore raggira l’estorsore


In un mondo capovolto dove la gerarchia del crimine viene sovvertita dall’ingegno, l’episodio “Corruzione” mette in scena il paradosso supremo: la truffa ai danni di chi, per mestiere, vive di violenza e ricatto.

Il predatore diventa preda

Protagonisti sono ancora una volta i “maestri” Gennaro Apicella (Italo Celoro) e il suo inseparabile socio interpretato da Leo Gullotta. La coppia si muove con la consueta agilità in una Napoli grigia e corrotta, ma questa volta alza la posta in gioco. L’obiettivo non è più il cittadino sprovveduto o il pensionato, bensì un pericoloso estorsore.

Con una freddezza che rasenta l’incoscienza, i due riescono a incastrare il criminale in un meccanismo di corruzione talmente credibile da spingerlo a sborsare denaro, convinto di stare oliando ingranaggi di potere ben più grandi di lui.

Un cast di spessore

L’episodio brilla per la tensione narrativa, sostenuta dalle interpretazioni di Vittorio De Bisogno, Micol Pambieri e Luigi Savoia. La regia di Nanni Loy indugia sugli sguardi e sui silenzi, raccontando una città dove il confine tra chi comanda e chi raggira è sottile come un foglio di carta bollata.

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