Delitto di Forcella, un nuovo sospetto condiziona gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’uccisione


Le indagini sul delitto avvenuto lo scorso 4 settembre in via Sant’Arcangelo, nel quartiere Forcella a Napoli, proseguono senza interruzioni. Gli inquirenti della Procura di Napoli e la Polizia di Stato stanno concentrando gli sforzi su un punto cruciale: capire se la vittima fosse inerme al momento dell’aggressione.

Il delitto e l’arresto

La notte del 4 settembre, Ciro Rapuano è stato ucciso con decine di coltellate nella sua abitazione. Per il delitto è accusata la moglie, Lucia Salemme, 58 anni, oggi detenuta nel carcere di Secondigliano con l’accusa di omicidio aggravato. La donna, difesa dall’avvocato Riccardo Pinto, ha sostenuto di essere stata vittima per anni di violenze domestiche e di essersi difesa da un’aggressione del marito che, armato di coltello, l’avrebbe ferita al braccio e alle mani.

L’attesa per l’autopsia

Un ruolo centrale sarà affidato all’esame autoptico, che potrebbe essere disposto a breve. L’accertamento stabilirà il numero esatto dei fendenti — circa sessanta, quasi tutti inferti alla schiena — e se Rapuano fosse in grado di reagire o meno. Gli investigatori potrebbero inoltre valutare le ferite riportate dalla donna.

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