L’Istat fotografa una situazione preoccupante sul fronte del disagio abitativo: l’1% delle abitazioni occupate in Italia rientra nell’indice delle condizioni critiche, pari a oltre 268mila abitazioni e 1,367 milioni di persone coinvolte. L’indicatore si riferisce ai nuclei composti da almeno quattro persone che vivono in una casa con una superficie pari o inferiore al quinto percentile della distribuzione nazionale dei metri quadrati per componente.
Centro e Sud più colpiti
Il quadro nazionale evidenzia un divario territoriale netto: Centro e Mezzogiorno riportano entrambe un valore dell’1,2%, superiore alla media nazionale e ben distante dalle aree settentrionali, che registrano condizioni meno critiche.
Nel Nord-est l’incidenza scende allo 0,7%, mentre nel Nord-ovest si attesta allo 0,9%.
Campania prima per disagio abitativo
La Campania è la regione con la percentuale più alta di Isac (Indice di Superficie Abitativa Critica): quasi 1,8%, il valore più elevato in Italia.
A grande distanza seguono:
- Lazio – circa 1,4%
- Sicilia – circa 1,4%
- Trentino-Alto Adige – circa 1,1%
- Toscana – circa 1,1%
Il dato campano conferma una storica fragilità abitativa, aggravata da densità elevata, edifici datati e un tessuto urbano spesso congestionato.
Le regioni con i valori più bassi
All’estremo opposto, alcune regioni mostrano un livello di criticità molto ridotto:
- Molise – tra 0,3% e 0,4%
- Friuli Venezia Giulia – tra 0,3% e 0,4%
- Umbria – tra 0,3% e 0,4%
Valori comunque contenuti anche per:
- Veneto – tra 0,4% e 0,6%
- Sardegna – tra 0,4% e 0,6%
- Abruzzo – tra 0,4% e 0,6%.


