L’emergenza epatite A a Napoli non si arresta e le istituzioni rafforzano le misure sanitarie. Dopo l’ordinanza del sindaco Gaetano Manfredi che vieta la somministrazione di frutti di mare crudi, la Regione Campania annuncia un piano più ampio con vaccini gratuiti e controlli più severi lungo tutta la filiera alimentare.
I dati restano allarmanti: la diffusione del virus è dieci volte superiore alla media degli ultimi dieci anni e ben 41 volte rispetto all’ultimo triennio. Dall’inizio dell’anno si contano circa 150 casi e una cinquantina di ricoveri, con 14 pazienti recentemente ricoverati al Cotugno e un 46enne trasferito al Cardarelli in condizioni critiche.
Piano regionale rafforzato
La Regione punta su un intervento strutturato che coinvolge più livelli della sanità pubblica. Al centro del piano ci sono sorveglianza epidemiologica, gestione dei contatti e controlli sulla filiera alimentare, affiancati da analisi di laboratorio e studi sui ceppi virali.
L’obiettivo è contenere rapidamente la diffusione del contagio, individuando eventuali focolai e intervenendo in modo mirato.
Vaccini gratuiti per le categorie a rischio
Elemento chiave delle nuove misure è il potenziamento dell’offerta vaccinale. La Regione garantirà il vaccino anti-epatite A gratuito per: personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili, popolazione pediatrica in base al rischio, persone entrate in contatto con soggetti infetti.
Le Asl potranno così ampliare rapidamente le campagne vaccinali su tutto il territorio campano, mentre proseguono i controlli su molluschi e campionamenti ambientali.
Stop ai frutti di mare
Resta in vigore a Napoli il divieto assoluto di consumo e somministrazione di frutti di mare crudi in tutti i locali pubblici, comprese le attività con consumo sul posto.
Il provvedimento invita alla prudenza anche tra le mura domestiche e prevede controlli intensificati.
Sanzioni fino a 20mila euro
Per chi viola l’ordinanza sono previste sanzioni da 2mila a 20mila euro. Nei casi di recidiva può scattare la sospensione dell’attività fino a 30 giorni, fino ad arrivare, nelle situazioni più gravi, alla revoca dell’autorizzazione.
La situazione resta sotto stretta osservazione, mentre le autorità invitano i cittadini a prestare la massima attenzione soprattutto al consumo di prodotti ittici crudi.


