Il vero obiettivo del baby killer non era il 19enne che è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa nella notte tra venerdì e sabato all’Arenaccia. Secondo quanto emerso, il 15enne autore del delitto mirava all’amico del ragazzo, seduto sul sedile anteriore dell’auto, mentre Salomone si trovava sul sedile posteriore. È stato lo stesso minorenne a confessare, ricostruendo davanti agli inquirenti la sequenza dell’omicidio.
La confessione del minorenne
“Sono stato io”, avrebbe detto appena arrivato in Questura. Il giovane è stato sottoposto a fermo mentre la Squadra Mobile di Napoli, diretta da Giovanni Leuci, continua a lavorare per chiarire con precisione movente ed eventuali complicità. Gli investigatori stanno verificando ogni dettaglio per definire il contesto dell’agguato.
Il passato della vittima
Il ragazzo colpito aveva precedenti per droga. Nell’agosto 2024 era stato arrestato insieme ad altri due giovani durante un’operazione nel Parco Geco, nel corso della quale furono sequestrate sostanze stupefacenti e un’arma. Un passato difficile che, secondo gli inquirenti, non sarebbe comunque collegato direttamente al movente del killer.


