Piedipiatti (1991): Il Cult di Vanzina tra Roma, Milano e il Narcotraffico


Uscito nelle sale nel 1991 per la regia di Carlo Vanzina, Piedipiatti rappresenta uno dei capitoli più riusciti del filone “poliziesco-comico” italiano. Il film segna la seconda collaborazione tra due giganti della risata, Enrico Montesano e Renato Pozzetto, che avevano già fatto coppia nel 1987 in Noi uomini duri.

Curiosità per i cinefili: la pellicola ospita l’ultima apparizione del celebre caratterista Ennio Antonelli, nel ruolo di un detenuto.

La Trama: Un intrigo internazionale “all’italiana”

L’innesco a Roma

Tutto ha inizio nella Capitale con la scarcerazione di Sergio Proietti, detto “Er Soffia”. Ad accoglierlo c’è il brigadiere della Narcotici Vasco Sacchetti (Montesano), suo amico di vecchia data. Davanti a un piatto di pesce a Fiumicino, Proietti lancia la bomba: un cartello di colombiani sta per inondare il Lazio di crack, cercando l’appoggio di un losco gestore di night club, Angelo Bertoli, detto “l’Americano”.

Vasco, con un piano d’astuzia, arresta Bertoli e ne assume l’identità, presentandosi all’appuntamento con un miliardo di lire falso sottratto dal magazzino della questura. Tuttavia, l’irruzione maldestra dei colleghi della “Buon costume” fa saltare la copertura: i criminali fuggono con i soldi e, poco dopo, uccidono il povero “Soffia”.

Lo scontro (e l’incontro) a Milano

Le indagini portano Vasco a Milano, dove le banconote false iniziano a circolare. Qui entra in scena il brigadiere milanese Silvio Camurati (Pozzetto). Dopo un iniziale equivoco che vede Silvio arrestare Vasco in una sala da biliardo, i due decidono di unire le forze.

Nonostante l’ordine di rimandare Vasco a Roma, i due iniziano a indagare su un certo Armando Mainardi, complice del colombiano Carlos. Grazie a microspie piazzate nell’appartamento dell’amante di Carlos, scoprono un appuntamento in una sauna per l’arrivo della misteriosa “Concepción”. Il piano sembra perfetto, ma un imprevisto tragicomico blocca tutto: Carlos muore d’infarto durante un rapporto intimo con l’amante.

Il nemico insospettabile

I due “piedipiatti” tentano il tutto per tutto: rubano il cadavere di Carlos e si presentano alla sauna, identificando il mandante nel potente Ingegnere Aldo Rotelli, un insospettabile filantropo. Rotelli però li incastra, li fa ubriacare e simula un incidente d’auto che porta alla loro sospensione dal servizio.

Il gran finale a Venezia

La verità viene a galla grazie a un telegiornale: la “Concepción” è una nave carica di doni per il terzo mondo diretta a Venezia. Silvio e Vasco si ritrovano in laguna e, fingendosi ufficiali della Capitaneria, scoprono che le bambole a bordo sono piene di droga.

Dopo un inseguimento mozzafiato su moto d’acqua tra i canali veneziani, Rotelli viene catturato. Tuttavia, l’amarezza finale è servita: il Questore si prende il merito dell’operazione. Ai due protagonisti non resta che un’ultima “piccola” vendetta: andare al Casinò di Venezia a ripulire le restanti banconote false del miliardo romano.

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