Se c’è un episodio che cristallizza perfettamente il genio della truffa napoletana come forma di ipnosi collettiva, questo è senza dubbio “Psicologia”. Qui non servono documenti falsi o scenografie complesse: bastano la parola, il carisma e una profonda conoscenza delle debolezze umane.
Un affare… fuori stagione
Protagonista è ancora una volta il veterano Italo Celoro (Apicella), affiancato per l’occasione da un giovane e talentuoso Germano Bellavia nel ruolo del figlio. La sfida è ai limiti dell’impossibile: convincere i passanti, nel bel mezzo di un’estate torrida, che l’acquisto più sensato del momento sia un pesante soprabito invernale.
La “psicologia” del titolo non è quella dei manuali accademici, ma quella della strada. Apicella e figlio giocano d’anticipo, manipolano il senso del risparmio e il timore del domani, trasformando un oggetto inutile e fastidioso (visto il clima) in un’occasione imperdibile da afferrare al volo.
Il passaggio del testimone
L’episodio è reso memorabile dall’alchimia tra Celoro e Bellavia. Il ritmo dei loro dialoghi è incessante, un botta e risposta che non lascia alla vittima il tempo di riflettere. È una lezione di marketing “selvaggio” dove il prodotto passa in secondo piano rispetto alla capacità del venditore di rendersi credibile.


