La ventesima edizione di VitignoItalia 2026 – Napoli dal 17 al 19 maggio – ha confermato ancora una volta il ruolo centrale della manifestazione nel panorama enologico italiano. Oltre 250 aziende vinicole presenti, circa 1000 etichette in degustazione e una forte presenza di operatori, buyer e giornalisti di settore hanno trasformato la città partenopea nella capitale del vino italiano per tre giorni intensi di incontri e assaggi.
Nel corso della giornata di lunedì 18 maggio 2026, il percorso degustativo tra i banchi d’assaggio ha regalato vini di forte identità territoriale, alternando interpretazioni moderne, bollicine sorprendenti e grandi bianchi del Sud. Tanti gli incontri interessanti, tra questi sicuramente i banchi legati all’enologo Vincenzo Mercurio, oggi considerato tra i professionisti più autorevoli del panorama italiano, capace di imprimere precisione tecnica senza mai snaturare il territorio. Ma c’è tanto altro in giro, ecco le mie personali degustazioni.
Tenuta Fontana – Civico 2 Falanghina del Sannio 2025
Falanghina del Sannio DOC
Un bianco immediato e coinvolgente, dal profilo fortemente fruttato, con richiami alla banana e alla frutta tropicale. Al palato si muove bene tra freschezza e sapidità, accompagnate da una morbidezza che rende il sorso piacevolmente dinamico e gastronomico.
Tenuta Sant’Agostino – Malvasia del Beneventano 2022
Malvasia del Beneventano IGT
Naso aromatico e intrigante, dove le note di vaniglia incontrano sensazioni di passion fruit e frutta esotica. Il vino mantiene una bella freschezza gustativa che sostiene la componente morbida senza appesantire il sorso.
Tenuta della Contea – Maema
Terre Siciliane IGT
Interpretazione dal carattere decisamente empireumatico, con tostature evidenti ma mai invasive. Colpisce la grande freschezza che accompagna la degustazione e dona equilibrio a un vino dalla forte personalità.
Tenuta Scuotto – Kiros Greco Riserva 2022
Greco di Tufo DOCG Riserva
Affinamento tra barrique di secondo passaggio, acciaio e bottiglia per un Greco di Tufo elegante e ben costruito. Morbido all’ingresso, fresco nello sviluppo e soprattutto molto raffinato nell’equilibrio generale. Un’interpretazione decisamente interessante per il vitigno.
Tenuta Scuotto – Oiní 2022
Vendemmia tardiva
Lavorazione tecnica e lunga attesa per un vino che esce soltanto ogni tre anni. Pressatura soffice in azoto, micromacerazione e affinamento articolato danno vita a un bianco complesso, con una splendida nota iodata e richiami di nocciola tostata che ne amplificano profondità e fascino.
De Gaeta – Campania DOC Aglianico Spumantizzato
Blanc de Noir Metodo Classico Extra Brut
Trenta mesi sui lieviti per una bollicina molto piacevole, caratterizzata da bella morbidezza e perlage elegante. Interessante la lettura dell’Aglianico in chiave metodo classico.
De Gaeta – Greco di Tufo DOCG 2025
Greco di Tufo DOCG
Da vigne di Santa Paolina e appena imbottigliato, esprime immediate sensazioni floreali accompagnate da una bella sapidità gustativa che lascia il palato pulito e dinamico.
De Gaeta – Coda di Volpe
Coda di Volpe
Biologico da vigne di Monte Marano, si racconta attraverso profumi di frutta bianca e una piacevole vena sapida che accompagna tutto il sorso.
Antiche Radici – Pompeiano Rosato Bollicina 2025
Piedirosso Metodo Martinotti
Bollicina fresca e conviviale, con piccoli frutti rossi al naso e una beva morbida e immediata che invita facilmente al secondo calice.
Antiche Radici – Pompeiano Bianco Bollicina 2025
Falanghina area vesuviana – Metodo Martinotti
Perlage morbido e quasi “grasso”, con una beva piacevole e molto scorrevole. Una bollicina estremamente versatile e gastronomica.
Italo Cescon – Tesirare Biancogrigio 2023
Pinot Grigio
Tre Bicchieri Gambero Rosso per un vino brillante ed elegante. Profumi floreali e sensazioni fresche accompagnano un sorso sapido e molto equilibrato.
Prima dipassare alla degustazione del Madre di Italo Cescon, in una miniverticale molto emozionante, un piccolo appunto sul Manzoni Bianco. Il Manzoni Bianco, noto anche come Incrocio Manzoni 6.0.13, nasce dall’unione tra Riesling Renano e Pinot Bianco. Si tratta di un vitigno creato negli anni Trenta dal professor Luigi Manzoni, allora preside della storica Scuola Enologica di Conegliano. Nel tempo il Manzoni Bianco è diventato una vera espressione identitaria del territorio trevigiano, tanto da essere oggi considerato quasi autoctono della provincia di Treviso.
Italo Cescon – Madre 2022
Manzoni Bianco
Affinamento tra legno e cemento per un vino di grande eleganza. Le note empireumatiche incontrano cedro e pesca gialla, con una leggera tostatura che accompagna un sorso raffinato e moderno.
Italo Cescon – Madre 2021
Manzoni Bianco
Versione più fresca e verticale rispetto alla 2022, con il Riesling che emerge maggiormente nel profilo aromatico e gustativo.
Italo Cescon – Madre 2018
Manzoni Bianco
Versione molto interessante, intensa nelle sensazioni empireumatiche ma ancora fresca e sapida. Vino di grande fascino evolutivo.
Guastafierro – Gleukos
Grecomusc
Vino interessante e particolare, (il Gracomusc è un vitigno aromatico autoctono campano raro), con frutta gialla matura in evidenza e un sorso morbido ma sostenuto da una bella freschezza finale.
VitignoItalia 2026 continua così a raccontare un’Italia del vino sempre più sfaccettata, territoriale e contemporanea. Dai grandi bianchi campani alle bollicine identitarie, passando per interpretazioni evolutive e vitigni meno conosciuti, il banco d’assaggio del 18 maggio ha confermato quanto il vino italiano sappia ancora sorprendere calice dopo calice.





