Giulia Conte: “Vagina Stories, un libro che può far ridere, commuovere e a volte indignare” (intervista)


Castellammare di Stabia   È stata presentata ieri, 30 maggio 2025, in anteprima presso il suggestivo Giardino sulla Storia, in via Passeggiata Archeologica, presso Il Filo di Arianna, la raccolta “Vagina Stories. Non è un libro del cazzo”, la nuova proposta editoriale pubblicata da Utòpia Edizioni.

Il volume, curato da Giulia Conte – attrice, regista e anima del progetto – raccoglie 22 monologhi scritti da 20 donne e 2 uomini, accomunati dal desiderio di rompere tabù, raccontare esperienze, ribaltare stereotipi e restituire dignità alla voce femminile e alla corporeità spesso censurata o mal raccontata.

Un’eredità rivisitata con sguardo nostrano

Il titolo e l’impostazione della raccolta richiamano apertamente il celebre lavoro di Eve Ensler, I monologhi della vagina, ma la matrice di Vagina Stories è dichiaratamente più locale come più spesso dichiarato dalla Conte.

La raccolta, in realtà, nasce come naturale prosecuzione dello spettacolo teatrale “Alcuni monologhi sulla vagina”, andato in scena lo scorso marzo con grande partecipazione di pubblico. Il libro, arricchito dalla prefazione di Viola Ardone e dalle fotografie di Elisabetta Fernanda Cartiere, rappresenta una tappa ulteriore nel percorso di consapevolezza e auto-narrazione avviato dal collettivo Alegrìa.

Vagine Stories a cura di Giulia Conte

Giulia Conte: “Quando si recita in piccoli spazi, gli attori percepiscono tutto quello che accade in platea”

L’evento, ospitato da Il Filo di Arianna, è stata l’occasione di ascoltare dalla viva voce di Giulia Conte — regista, attrice e curatrice della raccolta — il percorso che ha portato alla nascita di Vagina Stories. Non è un libro del cazzo.

  • Giulia, come nasce il progetto Vagina Stories?

L’idea del libro nasce da “Alcuni monologhi sulla Vagina” che è andato in scena nel mese di marzo a Castellammare di Stabia presso un teatro off, lo Stabile Santa Filomena gestito dagli amici Luca Nasuto e Mimmo Laudando. Quando si recita in piccoli spazi, gli attori percepiscono tutto quello che accade in platea e, durante lo spettacolo, ho percepito nelle signore in sala un notevole consenso ai monologhi, che raccontano la donna in maniera ironica con la volontà di sovvertire gli stereotipi che, ahimè!, ci tengono ancora incatenate; così, dopo la seconda replica, ho invitato il pubblico femminile in sala a partecipare con il proprio monologo al progetto del libro.

  • Prefazione importante. Come nasce questa collaborazione?

Viola Ardone ha una penna notevole che apprezzo da sempre. Mi piace la sua sensibilità e la sua capacità di scrivere per immagini. Insieme a Giusy Somma, l’abbiamo raggiunta a Napoli in occasione della presentazione del film “Il treno dei bambini”. Dopo averle  illustrato il nostro progetto, disse che avrebbe scritto la prefazione per il libro. E così è stato! Non posso che ringraziarla, così come ringrazio Giusy Somma che mi incoraggiò a questo incontro 

  • Quali aspettative hai per questo libro?

Vorrei che diventasse un libro per tutti; un libro in cui tutti si possano riconoscere; un libro che possa far ridere e commuovere e a volte indignare perché il vero problema dei nostri tempi è che non ci si indigna più; si danno per scontate o per buone situazioni e cose che non lo sono affatto. Le donne sono molto, ma molto di più, di ciò che spesso viene loro riconosciuto.

  • Qual é il messaggio che intendi lanciare con questa antologia?

Le donne, come già detto, sono migliori di quello che una certa società, almeno una certa parte di società, vuol farci credere. Basta guardare i social per accorgersi che alle donne sono relegati ancora dei ruoli che sono lontani dalla realtà. Io vorrei semplicemente liberare le donne dal giudizio e dal pregiudizio. Vorrei che le donne fossero libere, prima da se stesse e poi da quelli che sono gli stereotipi che da millenni ci appioppano. 

  • Pensi ad una rappresentazione teatrale anche di questa antologia?

È una cosa alla quale ho pensato. Potremmo certamente rappresentare alcuni dei monologhi scritti. Mi piacerebbe che fosse un’esperienza collettiva.

giulia conte
Giulia Conte

L’evento ospitato da Il Filo di Arianna apre il calendario delle presentazioni del libro Vagina Stories. Non è un libro del cazzo che sarà nuovamente protagonista domenica 1 giugno ad Atrani nell’ambito della Fiera del Libro e dell’Editoria “Amalfi Coast” e durante La Settimana dello Scrittore – Ricordando Michele Prisco, dal 3 all’8 giugno.

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