La Campania resta nelle ultime posizioni italiane per la partecipazione agli screening oncologici gratuiti. L’analisi della Fondazione Gimbe sui dati 2024 dell’Osservatorio nazionale screening mostra un forte divario tra gli inviti inviati e i cittadini che scelgono di sottoporsi ai controlli per la diagnosi precoce dei tumori.
Adesione sotto la media
Per lo screening mammografico è stato invitato il 91,3% della popolazione interessata, rispetto alla media italiana del 97,3%. Ha però aderito soltanto il 29,6% delle donne coinvolte, contro il 50% nazionale.
La Campania è terzultima per partecipazione, davanti soltanto a Sicilia e Calabria.
Mammella e cervice
Un quadro simile emerge per la prevenzione del tumore della cervice uterina. Gli inviti hanno raggiunto il 91% della popolazione target, mentre l’adesione si è fermata al 28,7%, rispetto al 51% registrato a livello nazionale.
Anche in questo caso la Regione occupa il terzultimo posto. Il programma prevede il Pap test ogni tre anni nelle fasce più giovani e l’Hpv test ogni cinque anni nelle età successive.
Colon-retto più critico
La situazione più difficile riguarda lo screening del colon-retto, rivolto a donne e uomini tra i 50 e i 69 anni.
In Campania gli inviti coprono il 61,5% della platea, contro il 94% nazionale. Soltanto il 14,3% delle persone coinvolte aderisce al controllo, meno della metà della media italiana del 33,3%.
La Regione è penultima sia per la diffusione degli inviti sia per la partecipazione.
Milioni fuori dai programmi
Secondo Gimbe, nel 2024 oltre 7,6 milioni di italiani sono rimasti fuori dai programmi organizzati perché non invitati o perché non hanno aderito.
Il mancato raggiungimento di una copertura del 90% avrebbe impedito di individuare più di 50.300 tumori e lesioni precancerose.
I dati non comprendono in modo certificabile tutti gli esami effettuati autonomamente nel privato o nel privato accreditato. Gimbe evidenzia però l’assenza di indicatori nazionali omogenei sulla qualità dei controlli, sugli approfondimenti successivi e sulla presa in carico dei casi positivi.


