Mare in Campania, due punti critici a Castellammare e altri due nel Napoletano


Quattro campioni su 14 hanno superato i parametri previsti dalla normativa lungo le coste della provincia di Napoli. È quanto emerge dalle analisi effettuate da Goletta Verde tra la fine di giugno e la prima settimana di luglio, con criticità concentrate soprattutto vicino a foci e canali.

I punti segnalati si trovano a Licola, San Giovanni a Teduccio e tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Nei campioni sono state riscontrate concentrazioni elevate di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali.

Tre punti molto critici

Legambiente ha classificato come “fortemente inquinati” la foce del canale di Licola, presso il lido di Licola a Pozzuoli, il tratto di mare vicino alla foce dell’alveo Volla a San Giovanni a Teduccio e la foce del fiume Sarno, tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.

È risultato invece “inquinato” il campione raccolto in prossimità del rivo San Marco, a Castellammare di Stabia.

Dieci campioni regolari

Gli altri dieci punti esaminati nel Napoletano sono rientrati nei limiti. Tra questi figura la spiaggia della Rotonda Diaz, nota come Mappatella Beach, sul lungomare Caracciolo proprio a Napoli.

Esito favorevole anche per i campioni raccolti a Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Sorrento, Seiano e nei quattro punti controllati sull’isola d’Ischia.

Sono risultati nei parametri la spiaggia del Muro Rotto a Ischia Ponte, il Perrone a Casamicciola Terme, la Chiaia a Forio e il tratto vicino al Rio Corbore, sul lungomare Cristoforo Colombo.

Nessuna patente balneare

Legambiente precisa che le rilevazioni di Goletta Verde non stabiliscono la balneabilità delle spiagge e non sostituiscono i controlli delle autorità competenti.

Il monitoraggio concentra infatti l’attenzione sui punti considerati più esposti, come foci di fiumi, torrenti, canali e scarichi.

Il quadro regionale

In Campania sono stati controllati complessivamente 31 punti tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. Sedici campioni sono risultati regolari, mentre 15 hanno superato i limiti: quattro sono stati classificati come inquinati e undici come fortemente inquinati.

La situazione più problematica riguarda il Salernitano, dove dieci dei dodici punti analizzati sono risultati fuori norma. Nel Casertano, invece, l’unica criticità è stata rilevata alla foce dei Regi Lagni, a Castel Volturno.

Depurazione ancora insufficiente

Secondo Legambiente, la concentrazione delle anomalie vicino alle foci conferma le difficoltà ancora presenti nella raccolta e nella depurazione delle acque reflue.

Nel 91% dei punti monitorati non sarebbero inoltre presenti cartelli con le informazioni sulla qualità delle acque di balneazione.

I controlli Arpac del 2025 hanno rilevato irregolarità nel 28% degli impianti verificati nella provincia di Napoli. Nel territorio napoletano risultano inoltre dieci agglomerati urbani interessati da procedure europee di infrazione, per un carico stimato in circa 2,8 milioni di abitanti equivalenti.

La direttrice di Legambiente Campania, Francesca Ferro, ha definito complesso il quadro emerso e ha chiesto alle istituzioni di considerare prioritario il miglioramento della rete di depurazione.

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Castellammare di Stabia (NA)
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