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Telesia, Telese Terme e S.Salvatore Telesino: Telesia con il dominio romano era diventata un importante centro, rapidamente la città cominciò ad espandersi grazie anche alla posizione strategica che occupava nel crocevia degli scambi commerciali romani.

Sicuramente dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente a Telesia devono esser toccate le stesse sorti di Benevento,  saccheggiata dai barbari.

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L’arrivo del dominio Longobardo, segnò nel VII secolo l’inizio della Gastaldia di Telese ( un Gastaldo in epoca medievale  era una circoscrizione amministrativa governata da un funzionario della corte regia).

L’invasione saracena  dell’846 colpì duramente il villaggio, la città dovette arrendersi dopo che Massar bloccò il rifornimento idrico alla città e ne distrusse una parte dell’abitato e le mura cittadine.

La situazione fu complicare dal terremoto dell’848, che costrinse gli abitanti ad abbandonare il centro cittadino fondando così le odierne città di: Telese TermeLorenzello, San Salvatore Telesino e Frasso Telesino.

Dopo essere divenuta una contea normanna, l’antico centro di Telesia fu abbandonato definitivamente a causa dell’aria insalubre originatasi dal terremoto del 1349.

Telesia, Telese Terme e S.Salvatore Telesino: la Connola di Sansone, la Chiesa di San Felice e gli altri edifici del periodo tardoantico e medievale

Le evidenze archeologiche riconducibili al “periodo cristiano”, sono da individuare immediatamente al difuori del perimetro delle mura di cinta. Un edificio poliabsidato con una pianta presumibilmente ottagonale è stato individuato nei pressi  di una delle porte tra la nona e l’ottava torre di guardia.

I resti dell’edificio sono da ricondurre al periodo tardoantico e fu ritrovato durante uno scavo per condotti di irrigazione negli anni ’70.

La funzione dell’edificio non è stata ben definita, c’è chi ha visto un battistero, chi una sala termale, una chiesa, un martyrion o un mausoleo. Dai locali è conosciuta come la Connola di Sansone (la culla di Sansone).

A nord-est rispetto alle mura romane, sono stati rinvenuti, sempre negli anni ‘70 i resti di quella che è stata definita la Chiesa di San Felice; anche se nessuna fonte epigrafica attesta l’esistenza di un edificio sacro con tale nome. Alla chiesa si accedeva attraverso una rampa, accoglieva il fedele in un atrio che si immetteva in un’aula rettangolare con un’abside il cui soffitto era sorretto da 4 pilastri disposti lungo una curvatura dell’ambiente. L’edificio ha subito diverse fasi edilizie con differenti datazioni.  Secondo Castelfranchi, l’abside fa parte di un intervento di ripristino della chiesa, da ricondurre alle distruzioni saracene del IX secolo.

Sull’identità dell’edificio di culto esistono diverse ipotesi, improbabile è che si tratti dell’ecclesia S. Domnini apud eandem Telesiam. Alcuni ipotizzano che potrebbe trattarsi della prima cattedrale di Telesia, ipotesi nata perché alcuni pilastri dell’abside potrebbero appartenere ad un Synthronon (una struttura a più livelli semicircolari posta sul retro di una chiesa ortodossa orientale. Insieme alle panchine riservate al clero si trova il trono del vescovo al centro.)

Telesia, Telese Terme e S.Salvatore Telesino – Il periodo Longobardo:  è la tomba di un guerriero?

Negli anni  ’30 fu scoperta una tomba longobarda risalente alla metà del VII secolo. Furono trovate delle armi in ferro e una crocetta in lamina d’oro perduti durante la seconda guerra mondiale.

Alla fase altomedievale possono essere riconducibili alcuni materiali di vario genere, come: capitelli, elementi decorativi, lesene e lastre di rivestimento; raccolti durante gli scavi negli anni ’50. Questi reperti sono i difficile datazione in quanto sono stati ormai decontestualizzati.

L’eredità di Telesia a Telese Terme? La chiesa di Santo Stefano

Torre Campanaria affiancata alla cattedrale dedicata alla SS.Croce – Zona Episcopio

Dopo la caduta di Telesia per mano dei Saraceni, in epoca medievale fu costruito un nucleo abitativo in quella che oggi è Telese Terme (anche se in realtà vi è un contenzioso con le città attorno per chi sia l’erede della città romana, sicuramente i vari cittadini diedero vita a vari nuclei abitativi dopo il definitivo abbandono avvenuto a causa del terremoto che rese l’aria insalubre).

A Telese Terme il nucleo abitativo di epoca medievale si sviluppa su un insediamento di poca sannitica

In zona Episcopio, i resti della cattedrale dedicata alla SS.Croce

successivamente convertito in un centro romano.

A Telese di rilevanza architettonica è la chiesa di Santo Stefano e alcuni resti di una Torre Campanaria altomedievale, con evidenti segni di bruciatura forse da ricondurre al passaggio dei saraceni. Nelle vicinanze è stata rilevata una fossa comune dove sono stati rinvenuti degli scheletri  e le fondamenta di qualche abitazione utilizzate fino al 1349.

Nella stessa località della Torre campanaria, nella zona Episcopio, di epoca coeva si trovano i resti della cattedrale  dedicata alla SS.Croce. Ciò che rende importante questo luogo è il ritrovamento di un‘iscrizione che riporta il nome Florentius. Si ipotizza che sia da collegare a Florentius Telesinus, primo vescovo di Telesia. Il vescoo partecipò al concilio romano del 19 novembre 465 nella basilica di Santa Maria Maggiore, voluto da papa Ilario.

L’Abbazia benedettina del Santissimo Salvatore e l’Antiquarium di Telesia

Abbazia del santissimo Salvatore a San Salvatore Telesino

Ingresso all’Abbazia del Santissimo Salvatore a San Salvatore Telesino

Un altro importante centro religioso coevo è l’Abbazia del SS. Salvatore a San Salvatore Telesino. Secondo il Petrucci, la prima abbazia fu costruita a Telesia romana tra il 774 e 787 d.C. dal duca Arechi II; riedificata a San Salvatore Telesino dopo l’invasione saracena.

La struttura religiosa è composta da tre navate terminanti ognuna con un’abside, trasformata a partire dal XIX secolo in un magazzino agricolo e poi in un frantoio. La cripta invece fu utilizzata come cantina. Poco distante dalla struttura sono stati rinvenuti tratti di pavimentazione di epoca romana.

Dopo un periodo florido, l’abbazia entrò in decadenza successiva al coinvolgimento dell’abate Mattia nella congiura dei baroni che scatenò l’ira di re Ferdinando I di Napoli che distrusse il feudo di Carattano, impossessandosi di tutte le terre del monastero.

Dopo aver superato il monastero ed un cortile interno, si giunge alla chiesa dell’Abbazia. L’edificio religioso è in stile romanico con una pianta basilicale con tre navate, cupola e transetto.

Affresco di San Benedetto nell’abside di sinistra

Nell’abside centrale è ancora possibile osservare la pittura parietale raffigurante un corteo di Apostoli e Santi. In una piccola abside a sinistra è possibile ammirare l’affresco di San Benedetto, mentre nell’abside della navata destra si trova l’affresco raffigurante Santa Scolastica.

In un’ambiente ricavato all’interno della chiesa, che comprende anche una parte dell’abside centrale si trova l’Antiquarium di Telesia dove sono custoditi i vari reperti sorti durante gli scavi e i fortuiti ritrovamenti della Telesia romana.

Sempre all’interno della struttura abbaziale si trova un oratorio, nella cui facciata vi è il rilievo di uno stemma in pietra raffigurante una stretta di mano, tre stelle e due spade incrociate. Nell’architrave del portale è stata riportata la scritta “SALVATORI.MVNDI.”.

Terminiamo così il nostro viaggio fra le bellezze archeologiche ed architettoniche di Telesia, un luogo dal sentore antico e dallo splendore raro.

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