Tullio Cotticelli: “L’Arte è anche un modo per ringraziare” – Intervista

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Mi dicono: “Ha vinto un premio di grande prestigio, il Premio Speciale L’Artista degli Artisti 2021. Il tempo di contattarlo per saperne di più e toh! gli viene assegnato un altro importante riconoscimento; il Gran Premio Internazionale per l’Arte 2021 Sibaritide dai Comuni di Rocca Imperiale e Cassano dello Ionio e dalla Provincia di Cosenza; per di più viene invitato a Dubai all’Expo Internazionale per l’Arte e la Cultura 2021/2022. Lui è Tullio Cotticelli, in arte Tulco.mics.

Tullio Cotticelli: “L’Arte è anche un modo per ringraziare”

Ho incontrato Tullio a Castellammare di Stabia, nel suo laboratorio. E’ stato un piacere scambiare qualche chiacchiera con lui. L’arte è la sua vita  – si capisce subito. Gli brillano gli occhi quando ne parla. I premi, in esposizione nel suo laboratorio, testimoniano quanto sia grande la sua passione.

Tullio Cotticelli si dichiara subito timido; in realtà è un grande comunicatore. Ha tante idee, tanti modi di vedere la vita e un futuro che ora gli appare molto più chiaro. Come tutti gli artisti ha avuto il momento “no”, ma ha saputo rimboccarsi le maniche e risalire dal fondo facendo leva su un piccolo e semplice oggetto: un pennarello.

  • Tullio, parliamo subito del Premio Artista degli Artisti. Di cosa si tratta?

Il Premio Speciale Artista degli Artisti è un premio di grande prestigio. Ancora non mi sembra vero averlo ricevuto. È un sogno, o meglio è la conferma che in questa vita sono riuscito a realizzare qualcosa di veramente importante. È, volendo usare un termine calcistico, una consacrazione. E’ una conferma! Provengo da un anno, il 2020, molto difficile. Il 2020 è stato un anno difficile un po’ per tutti, ma al contempo è stato per me anche un anno di grandi novità, un inaspettato susseguirsi di riconoscimenti internazionali, il conseguimento del Diploma Honoris Causa di Maestro d’Arte, l’assegnazione dell’Oscar dell’Arte 2021 (ArtExpò Gallery) e l’inserimento del mio nominativo nel registro storico accademico delle Belle Arti.

Il Premio Speciale Artista degli Artisti viene rilasciato dalla famosissima Accademia dei Dioscuri di Taranto. In passato sono stati premiati diversi artisti, sportivi e miti della storia dell’arte, del cinema e dello sport come Luciano De Crescenzo, i fratelli Abbagnale, Alvaro Vitali, Carmen Russo, Bud Spencer e tanti altri. Sapere che da oggi anche il mio nominativo è tra questi ” colossi” mi lascia senza parole; una farfalla tra i giganti. Io non sono altro che un umile ragazzone di un quartiere popolare, che vive in una casina tanto piccina, lì dove amo realizzare. Ma forse, il bello della mia storia è proprio questo. Provengo dal nulla, nessuno mi ha mai donato niente; da quelle piccole e umili quattro mura sono giunto oggi fin qui. Tra i giganti. Per me sono grandi soddisfazioni, frutto di una vita fatta di tanti sacrifici, di grosse rinunce e di vere e proprie battaglie quotidiane per la sopravvivenza. La bellezza è lasciare a questo mondo, attraverso i colori della mia arte, una firma indelebile. Il premio Artista degli Artisti è speciale perché non viene assegnato ad un’opera in particolare, ma alla carriera.

Ricevere un premio alla carriera è davvero un’emozione indescrivibile. In occasione del premio, però, ho avuto modo di mettere in luce un’opera che mi sta tanto a cuore: “La solitudine”, una serie di tavole realizzate in occasione della pubblicazione del libro “Pelle ricamata” di Stefania Del Gaudio. Sono anche un illustratore. “La solitudine” rappresenta donne in una stanza d’ospedale sottoposte a chemioterapia, in attesa di uno spiraglio di luce, costrette, soprattutto in questo periodo di pandemia, a combattere da sole, senza l’aiuto di nessuno se non dei medici, contro un nemico tanto grande, con la speranza di una nuova vita, di una rinascita. E’ a queste persone che dedico il mio premio poiché esempio di vita e di battaglia. Siamo fortunati tante volte e non lo sappiamo. Ecco, l’arte è un modo anche per ringraziare.

 

  • L’Arte è anche un modo per ringraziare e poi?

L’arte per me rappresenta un’identità, il creare e il realizzare, il dare voce, il dare vita. Attraverso l’arte puoi dare voce anche a chi non ce l’ha. Parlo da finalista all’Artexpò di Palermo. Realizzai in tale occasione un’opera dal titolo “I bambini del sottosuolo” per discutere di una tematica molto delicata, di una drammatica realtà che ancora oggi molti bambini vivono. Sto parlando dei bambini poveri che vivono nelle fogne per ripararsi dal freddo (a Bucarest, ma anche in tante altre città) che, vivendo di stenti e spesso senza genitori, il più delle volte non ce la fanno a sopravvivere. 

“I bambini del sottosuolo” di Tullio Cotticelli
  • Da cosa trai ispirazione?

In realtà non mi ispiro a niente. Strano eh? Ma è la verità. Adoro Jorit, ma lui è di un altro pianeta. A legarci è la stessa nostra amata terra. Personalmente non mi ispiro a nessuno, non guardo mai internet prima di disegnare, non mi viene mai in mente qualcosa che ho già visto prima di impugnare una matita. Penso che “io sono io” come “gli altri sono altri”; il mondo è bello perché vario. Poi realizzare qualcosa di mio mi emoziona. Infatti, “creazione” e “creatura” sono due termini associati ed ogni mio disegno, ogni personaggio che disegno e che invento sono una mia creazione, una mia creatura. È più bello cosi, vero?

  • Adori Jorit. Beh! Difficile non avere ammirazione per lui!

Jorit non lo ritengo nemmeno un artista; lo ritengo un “dio”, una reincarnazione di un mito d’altri tempi che è tornato su questa terra per dar vita alla sua spettacolare modernità. Unico per me!

Tullio Cotticelli, vincitore con l’opera “Io Ti Vedo Bella” del Premio Guglielmo II di Monreale
  • Quali sono le tecniche che prediligi?

Ho iniziato da bambino con un foglio ed un pennarello. Usavo la matita e difficilmente la gomma. La mia può considerarsi una “tecnica mista”. Qualche volta, a passo coi tempi, parto dal computer; creo una bozza esempio, ma poi il tutto viene riportato su vari supporti e dipinto a pastello (pastello laccato) ed amo dipingere su Zenith. È il mio preferito! Adoro il risultato. L’insieme di tutto ciò ha dato vita anche ad un ritratto di Edoardo de Filippo. Spesso i miei disegni sono applicati su legno oppure vengono ritoccati con accessori particolari come punti luce, brillantini e via dicendo. È bello poi quando la luce riflette tutto ciò. Mi piace. È un mio modo di lavorare.

  • Il rapporto tra l’opera e l’artista. Si fa fatica a distaccarsene?

No, anzi! Se una mia opera resta qui con me non è un bene. Preferisco che girino il mondo. Le vendo, le dono, le consegno con piacere, le espongo in gallerie d’arte da Palermo a Napoli, a Lussemburgo e via dicendo. Voglio che vadano a manifestarsi, a trasmettere, a parlare. E poi vedere un cliente e la sua felicità quando la ritira dalle mie mani per me bellissimo. Mi emoziona.

  • Progetti futuri?

Progetti futuri? È complicato dirlo. Forse è questa la risposta più complicata. L’arte è la mia identità. Penso però che ogni uomo voglia essere spensierato. Ecco, per il mio futuro sogno la serenità. In fondo la meritiamo tutti! Ed io quando disegno mi sento sereno, è come lasciare il mondo fuori da questa stanza ed entrare in un altro mondo. Un mondo sicuramente migliore. Ed è bellissimo! Ho anche conseguito il titolo in Arteterapia all’Università europea di Valladolid in Spagna. Mi piacerebbe intraprendere un tirocinio benefico per ragazzi, bambini ed anche adulti. 

Ringrazio Tullio per la sua disponibilità e invito tutti a seguirlo sui suoi canali social che sono: tulcomics mascottes e tulCo.mics.Creativity @tullio.live. 

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