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Analisi sui viaggi in cui i migranti sfidano la vita per averne una migliore

Fino a che punto può portare la disperazione? Cosa si è disposti a fare quando non si ha più nulla da perdere? Le risposte a queste domande sono semplici, quando si è disperati e non si ha ormai più nulla da perdere si rischia, non ci si pone nessun limite e si mette in gioco se stessi e quello a cui  si tiene di più. Questi concetti sono scolpiti nelle menti delle centinaia di migranti che ogni giorno partono per raggiungere una terra promessa, per rischiare, per cambiare vita, per stravolgere la propria esistenza e quella dei propri familiari per poter avere le condizioni necessarie ed adeguate per vivere dignitosamente. Molte volte ci si interroga e si discute su quali disagi possa portare l’esodo in massa di queste persone che devono essere accolte e sostentate dallo Stato Italiano, ma poche volte ci si immedesima nella loro situazione.

Analizziamo i cosiddetti “Viaggi della speranza” che in realtà sono delle vere e proprie Odissee, ed effettivamente quello che rimane a chi li compie, prima, dopo e durante il viaggio, è la sola speranza. Ed è proprio la speranza di una vita migliore, che spinge, o  se preferite, costringe queste persone ad affrontare un viaggio che non si può descrivere se non con l’aggettivo folle. Si parte da soli o insieme alla propria famiglia, mettendosi nelle mani degli scafisti, esseri vuoti e privi di umanità, che lucrano in maniera spropositata sul dolore e sul bisogno di questa gente. Si stima che una tratta per partire dall’Africa o dal Medio Oriente in Europa, costi agli immigrati una cifra che oscilla tra i 600 e i 6000 euro, la cifra dipende dalla provenienza.  Il viaggio dal Corno d’Africa dura 4 mesi su camion fuoristrada tra Sudan e Ciad. La loro destinazione è la Libia. Da qui prendono imbarcazioni tra i 10 e i 25 metri per arrivare in Sicilia. Il costo è tra i 600 e i 1500 euro. Dal Medio Oriente invece il viaggio passa per Libano e Giordania. Arrivano in Egitto (da dove partono con natanti che arrivano in Sicilia, Calabria o Puglia) o passano in Turchia e anche attraverso la Grecia (via terra) arrivano in Europa. Il prezzo, in questo caso, oscilla tra i 1500 e i 6000 euro.

Capita spesso, purtroppo, che gli immigrati non arrivino a destinazione, morendo durante o subito dopo il viaggio, poichè quest’ultimo viene affrontato in maniera disumana, in condizioni igieniche che definire precarie è eufemistico, viaggiando con un numero di passeggeri molto più alto di quanto la capienza del barcone permetta. E cosi uomini, donne, bambini, muiono prima di arrivare e di poter cambiare vita: chi per asfissia, chi per intossicazione, chi per annegamento, chi per ipotermia etc. Le immagini più struggenti che ci capita di vedere sono quelle che raffigurano clandestini che hanno in braccio bambini, o donne che quei bambini li tengono nella propria pancia e partono soprattutto per provare a garantire un futuro a quei figli che ancora non hanno visto e forse non vedranno mai.

L’Italia e gli Italiani (alcuni) dal canto loro fanno molto per accogliere e salvare queste persone, pensiamo ad associazioni come la Croce Rossa, Medici Senza Frontiere, Plen Italia, Save The Children etc. Gli immigrati vengono indirizzati ai Cpsa ( Centri di primo soccorso e accoglienza) che ospitano gli stranieri al momento del loro arrivo in Italia. In questi centri i migranti ricevono le prime cure mediche necessarie, vengono fotosegnalati, possono richiedere la protezione internazionale. Successivamente, a seconda della loro condizione, vengono trasferiti nelle altre tipologie di centri.
Questi i centri (Cpsa) sul territorio:

  • Agrigento, Lampedusa – (Centro di primo soccorso e accoglienza)
  • Cagliari, Elmas – (Centro di primo soccorso e accoglienza, con funzioni di Cara)
  • Lecce – Otranto (Centro di primissima accoglienza)
  • Ragusa, Pozzallo (Centro di primo soccorso e accoglienza)

 

E nei Centri di accoglienza (Cda):

I centri di accoglienza (Cda) garantiscono prima accoglienza allo straniero rintracciato sul territorio nazionale per il tempo necessario alla sua identificazione e all’accertamento sulla regolarità della sua permanenza in Italia. Lo straniero irregolare che richiede la protezione internazionale viene invece inviato nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara), per l’identificazione e l’avvio delle procedure relative alla protezione internazionale.
I centri (Cda e Cara) sul territorio sono:

  • Gorizia, Gradisca d’Isonzo
  • Ancona, Arcevia
  • Roma, Castelnuovo di Porto
  • Foggia, Borgo Mezzanone
  • Bari, Palese
  • Brindisi, Restinco
  • Lecce, Don Tonino Bello
  • Crotone, Loc. S.Anna
  • Catania, Mineo
  • Ragusa, Pozzallo
  • Caltanissetta, Contrada Pian del Lago
  • Agrigento, Lampedusa
  • Trapani, Salina Grande
  • Cagliari, Elmas

 

 

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