Giustamente le attenzioni calcistiche sono rivolte all’Inter che ieri, con il 2 a 0 all’Inglese al Parma, si è cucita il ventunesimo scudetto sulla maglia. Ed è altrettanto giusto che i tifosi e i calciatori festeggino, soprattutto dopo la stagione molto deludente dell’anno scorso culminata nella disfatta di Monaco contro il PSG. E adesso Chivu e i suoi metteranno tutte le energie nella finale di Coppa Italia conto la Lazio mercoledì 13 Maggio per rendere questa stagione ancora più rosea. Soprattutto dopo le pesanti polemiche dovute all’inchiesta contro il designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Purtroppo, come prassi nel mondo sportivo italiano, e in quello calcistico in particolare, conta la bomba non la notizia. E, purtroppo, l’inchiesta cosiddetta arbitropoli è ben presto diventata velenopoli. Perché, complice un silenzio assordante dell’AIA, ogni YouTuber, opinionista, tifoso dice la sua senza badare ai fatti, ma solo alle (im)probabili conseguenze. Si parla di scudetti revocati all’Inter, sospensioni, retrocessioni. Ma anche giornalisti con un certo seguito come Carlo Alvino (seguito in grandissima parte da napoletani anti juventini ma comunque con un certo seguito) che si sente rispondere su X che forse è il Napoli a rischiare il quarto scudetto.
Come la difesa di Marotta da parte di Luciano Moggi. Che, di fatto, ha provato a scagionarsi dalle condanne di Calciopoli, alimentando i veleni. Vero che nessuno è colpevole prima del processo, anzi si è innocenti fino a prova contraria, Ma il comportamento di Rocchi che prima dice di voler dire la sua, salvo non presentarsi davanti ai giudici il 30 Aprile.E’ un suo diritto e non è un dichiarazione di colpa. Ma, dopo le notizie di intercettazioni, la cosa suona strana. E sommata alla dichiarazione dell’ormai ex designatore arbitrale sulla malafede, la bomba è bella e pronta. Quindi tutto questo non aiuta di certo a stemperare il clima di sospetti e veleni.
Ma come si arriva a tanto? Perché ci si accusa a vicenda senza prove? La risposta è semplice. Perché per fare notizia si lasciano parlare personaggi che hanno fatto danni irreparabili a calcio italiano le cui dichiarazioni alimentano le polemiche senza dire la verità. Pochi sanno che, sportivamente, l’inchiesta è chiusa. Quindi, salvo notizie dell’ultimo minuto, nessuna squadra rischia niente. Rimane l’accusa e, soprattutto, l’ennesima figuraccia del calcio italiano che, a quanto pare, non vuole saperne di guarire. Perché, prima dei settori giovanili e dei calciatori, ci vorrebbe il rispetto e non il veleno. E per citare un famoso dialogo “Qua si pane e veleno” “No, solo veleno”.




