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 E’ muorto ‘o re, evviva ‘o re!

Pino Daniele, un grande che ha lasciato un vuoto nella Napoli canora e non, un vuoto incolmabile , ma che viene subito riempito dalla sua musica che echeggia in ogni angolo e in ogni dove.  La notizia della sua scomparsa  si è diffusa velocemente in tutti i quartieri di Napoli . Lui che la musica  la viveva come forma di espressione, di comunicazione, assumeva un significato religioso come ricorda spesso nelle sue interviste.

Canzoni che parlano di come lui sentiva le emozioni, di come le viveva, di come le attraversava e si faceva attraversare da esse.  Come un arcobaleno  i ricordi di vari artisti danno un colore  e un calore al freddo che investe i cuori dei suoi fans. Un mosaico di emozioni, piccoli regali gli aneddoti quasi come per riportarlo in vita, presente, un fare memoria , spinti  dal  desiderio di non dimenticarlo. Ma non si può dimenticare chi canta poesie, spaccati di vita, esprimendo il proprio dolore, le proprie idee nella musica. Un grande comunicatore, un turbine di emozioni forti che con la sua voce particolare incantava tutti.

 

Il progetto “Nero a metà” il prodigioso album  geniale e popolare nello stesso tempo pubblicato trenta anni fa  significa l’avvicinarsi alla musica afro-americana  ma mantenendo le nostre radici, dichiara, e le canzoni sono rimaste nel cuore e nella vita di che le ha ascoltate e vissute, per questo Pino Daniele ha pensato di riproporlo in un concerto nella cornice dell’Arena di Verona  il 1 settembre 2014. Con lui ha voluto gli amici di sempre che hanno arricchito e impreziosito l’evento e hanno reso ancora più bella e coinvolgente la proposta dei brani, che  insieme al grande maestro Pino sono riusciti a rileggere, ricostruire in maniera diversa le sue canzoni restituendo magia e melodie uniche.

Con lui sul palco all’Arena di Verona: James Senese (sax), Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano e tastiere), Rosario Jermano (percussioni) e Tony Cercola (bongos). A loro si  sono aggiunti  50 elementi dell’orchestra sinfonica “Roma Sinfonietta” diretta dal M° Gianluca Podio.

La sua passione per la musica afro gli ha permesso di incontrare e suonare con molti musicisti, di provare percorsi nuovi , sperimentare suoni e colori diversi. Un continuo rinnovarsi, un continuo cercare risposte ai suoi perché attraverso le sue canzoni. In una intervista alle iene dichiara di essere un burbero e asociale e  di non avere paura della morte e che il vero mistero è la vita.

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