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Mille colori, mille emozioni

Era il 1977, ed io ricordo una casa grande, piena di sole e di cugini più grandi di me che vivevano perennemente attaccati alla radio; Je sò pazzo si poteva ascoltare a bassa voce, perché al momento clou qualcuno si preoccupava di abbassare la voce, altrimenti mia madre sgridava tutti.

E’ cominciata così. E poi ci siamo rincontrati e persi, ma io ti tenevo sempre d’occhio…e ti ascoltavo sempre. Ero troppo piccola per capire la carica eversiva di quello che scrivevi, perciò non ho storto la bocca quando hai smesso il ruolo di Masaniello di una città che ha sempre bisogno di un capopolo per insorgere. Ti ho riconosciuto il diritto di crescere, di sperimentare, di osare nuove strade, e ti sono venuta dietro, pure quando hai scritto “Che Dio ti benedica”, perché per me eri quello che rallegrava le mie giornate con “Stella nera” e “Lazzari felici”.

 

Il sound di “I got the blues” mi ha spalancato le porte di un mondo, e da lì ho continuato da sola, mentre tu facevi la tua strada ed io la mia; ho cantato le tue canzoni durante i concerti anche quando ero davanti lo schermo di una TV invece che in piazza. Ho pianto al Palapartenope, quando ho potuto finalmente vederti dal vivo.

Oggi, sconfitta e attonita, accarezzo i tuoi cd e penso che non ti ho perso…quelli come te passano semplicemente “nell’ altra stanza”, come diceva un Padre della Chiesa, ma non vanno mai veramente via. Perché la tua Musica parlerà sempre per te. E per tutti quelli grandi, come te!

dedicato a Pino Daniele, nero a metà, uomo in blues, lazzaro felice per l’ Eternità.

 

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