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Le mille emozioni che ci ha lasciato Pino

“E te sent quanno scinne ‘e scale, ‘e corza senza guardà” …

Avevo quindici anni quando questa canzone divenne il tormentone della mia estate alla fine del V ginnasio, “e te veco tutte’e juorne  ca ridenno vaje a faticà, ma mò nun ride cchiù”.

Lo eravamo tutti, più o meno, adolescenti, quando abbiamo cominciato a conoscere le canzoni di Pino Daniele, avvertendole da subito come un qualcosa che apparteneva alla nostra identità. Ed infatti, Pino Daniele, in gran parte della sua musica, ha semplicemente raccontato Napoli, nella sua profondità, nei chiaroscuri, nella sensibilità, nelle viscere. Così facendo ha raccontato di tutti noi, tutti quelli che Napoli la vivono, la sentono, la amano.

 

La musica diventa così un modo per parlare di sé e della propria terra, per esprimere concetti e lanciare messaggi importanti, anche a sfondo sociale e politico, per scopo di denuncia. In un’epoca in cui il web non era quello di oggi e le notizie non arrivavano istantanee, la musica sopperiva a questa mancanza e da sola riusciva a dire tutto. Tutto questo oggi non c’è più, ma possiamo percepirlo ancora riascoltando nel nostro Ipod una vecchia canzone di Pino, “E luntano se ne va tutt’ a vita accusì e t’astip pe nun murì” , e tornare alla memoria a quei pomeriggi d’estate, di spensieratezza e calore, dove la musica dava una forma alle tue emozioni e ed era capace di insegnarti tanto attraverso le dolci note di una melodia accompagnata da rime napoletane… “E aspiette che chiove, l’acqua te ‘nfonne e va tanto l’aria s’adda cagnà, ma po’ quanno chiove l’acqua te ‘nfonne e va tanto l’aria s’adda cagnà”.

Ciao Pino, ci lasci la tua musica che continuerà a rappresentare per noi mille ricordi, mille speranze, mille emozioni.

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