Colpi di scena in Basilicata, ecco la telenovela politica lucana

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Tanti i colpi di scena in Basilicata per le elezioni regionali del 21 e 22 aprile

Sono davvero tanti i colpi di scena in Basilicata per le elezioni regionali del 21 e 22 aprile, a cominciare dalla posizione di Azione, il partito di Calenda, che si schiera con la coalizione del governo di centrodestra. Ma l’ex vice presidente del parlamento europeo Gianni Pittella prende formalmente le distanze, scrivendo testualmente su Facebook: “In verità pensavo fosse chiaro il mio pensiero e cioè che non mi riconosco nella scelta di Azione in Basilicata!”.

Gianni Pittella è fratello di Marcello, che invece sostiene la decisione del partito di Calenda di schierarsi a fianco di Vito Bardi, esponente di Forza Italia, ricandidato dalla coalizione di centrodestra come governatore uscente.

Gianni Pittella è stato europarlamentare, dopo  l’esperienza nel Senato, ed è attualmente sindaco della città di Lauria, in provincia di Potenza. Il fratello Marcello Pittella invece è consigliere regionale di Azione e, visto l’ostracismo del leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte sul partito di Carlo Calenda si unisce, ancora una volta ad Italia Viva di Matteo Renzi, nella coalizione di centrodestra, per ottenere la riconferma del governatore uscente Vito Bardi, di Forza Italia.

Insomma sembra tramontare quel campo larghissimo, che si è sperimentato senza successo in Abruzzo lo scorso 10 marzo. Questa posizione assunta da Marcello Pittella, che peraltro riveste il ruolo di plenipotenziario di Azione in Basilicata, dopo un passato piuttosto lungo trascorso nel PD, non è stata assolutamente apprezzata dal fratello Gianni, anche lui transitato nel 2022 ad Azione dopo la sua lunghissima militanza prima nel PSI, poi nei Ds e infine nel Pd.

L’altro colpo di scena è stato il ritiro della candidatura alla presidenza della giunta regionale del medico oculista Domenico Lacerenza , che dopo essere stato in campo per alcuni giorni, è stato costretto a ritirarsi per placare le feroci polemiche all’interno del partito democratico e anche del movimento 5 stelle.

La scelta è caduta a poche ore dalla consegna delle liste, potremmo dire in zona  Cesarini, sull’esponente del PD, Piero Marrese, attuale presidente della provincia di Matera. Il nuovo candidato sembrerebbe essere questa volta quello definitivo, anche perché può godere dell’appoggio dei partiti di centrosinistra Pd, M5S, Europa Verde e Sinistra italiana, Più Europa. Basilicata possibile e Psi.

Marrese si è detto sicuro di battere Bardi e di intraprendere una grande sfida per liberare la Basilicata da una destra, che ha fallito completamente tutti gli obiettivi della sua precedente campagna elettorale. Dopo il sostegno di Pd, M5s, Europa Verde, SI, Psi, +Europa e Basilicata Possibile, è stato cercato e raggiunto l’accordo anche con la coalizione di Angelo Chiorazzo, sollecitato da più parti a fare un secondo passo indietro, dopo quello che aveva già compiuto in favore del dottor Lacerenza.

Chiorazzo è il fondatore di Auxilium e il leader riconosciuto delle cooperative bianche in Basilicata, che aveva costituito con alcune liste civiche di ispirazione di centrosinistra, la coalizione denominata Basilicata Casa Comune.

L’imprenditore lucano è anche il  vicepresidente della squadra di calcio del Potenza, militante nel girone meridionale della serie C, guidato dalla Juve Stabia, e in un primo momento aveva ottenuto l’appoggio dei democratici lucani, che poi però si erano allineati alle decisioni prese dai vertici nazionali del Nazareno.

C’è stato ancora il colpo di scena del suo secondo passo indietro per sostenere il candidato del centrosinistra, Piero Marrese, esponente del PD e presidente della provincia di Matera, nel rispetto dell’appello lanciato dai segretari regionali della coalizione, che si è così finalmente ricompatta, in vista della difficile sfida con il governatore uscente, Vito Bardi ricandidato dal centrodestra, allargato ad Italia Viva e Azione.

Chiorazzo ha dichiarato testualmente, in una conferenza stampa, a Potenza, a cui ha partecipato anche Marrese : “Tutti insieme abbiamo deciso, che non bisognava essere egoisti, ma che era necessario dare a tutti i lucani la possibilità di voltare pagina e di dare alla Basilicata un governo diverso da quello del centrodestra, che è stato il peggiore della storia”.

Il  comunicato congiunto dei segretari regionali di Pd, Europa Verde, M5S, Sinistra Italia, Basilicata Possibile e Psi, in precedenza così si era espresso : “Chiediamo a Basilicata Casa Comune e a Chiorazzo di intrecciare valori e programmi, per unire storie politiche, civiche e sociali, che sono la rappresentazione della migliore Basilicata. Ad animarci è la consapevolezza che i cittadini lucani meritino una alternativa programmatica seria e credibile per la Basilicata”.

C’è stato pure un altro appello, inviato da alcuni esponenti importanti del Pd, deputati ed ex ministri, come Roberto Speranza ed Enzo Amendola, che si era espresso con gli stessi concetti.

Dunque i candidati alla carica di governatore in Basilicata sono rimasti in tre: Bardi, Marrese e l’outisder, Eustachio Follia, esponente di Volt, partito che si è presentato con scarsa fortuna alle ultime elezioni politiche.

L’eurodeputata campana e vice presidente del Parlamento Europeo, Pina Picerno, invece esprime il suo disappunto su quanto accaduto in Basilicata, che a suo giudizio, si poteva evitare, se si fosse utilizzato lo strumento valido delle primarie.

L’eurodeputata parla di errori diffusi, addirittura di un corto circuito tra esigenze territoriali e nazionali del partito democratico, di veti incrociati sulle indicazioni che erano generose del PD regionale, ma alla fine si dichiara soddisfatta della scelta di Marrese, definito un amministratore capace.

Pina Picerno stigmatizza il veto del leader del movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, e afferma testualmente: “La storia del centrosinistra è una storia di rifiuti, di esperienze di governo interrotte per pulsioni identitarie, scissioni e veti. Credo che la nostra generazione abbia il dovere di interrompere questa tendenza, che ha favorito sempre le destre, ma questo può avvenire solo se il progetto di Paese e di bene comune è lo stesso. Siamo troppo spesso in balia della democrazia del like, ma la politica ci obbliga ad avere maturità e senso delle istituzioni. Quanto accaduto in Basilicata si poteva evitare, ad esempio, con le primarie, che rimangono uno strumento valido per la selezione delle classi dirigenti”.

Questo strumento stranamente è stato abbandonato dopo l’elezione della segretaria Elly Schlein, che l’anno scorso ha battuto il favorito Bonaccini, al termine di un percorso di votazioni, evidentemente sgradite adesso a qualche componente interna del partito, ma anche a qualche forza politica della coalizione come il movimento 5 stelle.

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