I programmi per l’Europa

Dopo aver illustrato alcune proposte dei partiti di destra per le elezioni europee, verifichiamo alcune indicazioni delle forze politiche di centro e sinistra. Per quanto riguarda la riforma delle istituzioni europee la lista Stati Uniti d’Europa, che raggruppa sei forze politiche, tra le quali il partito socialista del segretario nazionale Vincenzo Maraio, propone di eliminare il voto all’unanimità, riformando I trattati istitutivi per fare passi avanti spediti proprio verso gli Stati Uniti d’Europa, con un governo che risponda al Parlamento europeo, una politica estera, di difesa, fiscale e migratoria comune.

Tutto ciò si può ottenere con il ritorno del voto a maggioranza e l’eliminazione del voto all’unanimità, l’anacronistico diritto di veto. Per i partiti che hanno costituito la lista di scopo, Stati Uniti d’Europa, in considerazione del fatto che Il bilancio europeo ammonta solo all’1% della somma dei Pil nazionali, occorre raggiungere almeno il 5% e dotarsi di una vera unione fiscale, per poter completare l’unione monetaria. Il Recovery Fund ha dimostrato infatti, che il debito comune si può fare ed è conveniente per tutti, ma l’’obiettivo deve essere di renderlo non strutturale.

Per aiutare l’Ucraina a vincere la guerra contro l’aggressore russo sono necessari nuovi stanziamenti e forniture militari, ma bisogna soprattutto gettare le basi per creare un’Europa della Difesa, che possa promuovere più efficacemente l’Alleanza Atlantica anche attraverso un vero e proprio esercito europeo, che va organizzato con un certo criterio, per gestire le operazioni di pace nei diversi conflitti ancora presenti in questo pianeta.

I socialisti puntano sulla politica industriale, per favorire innanzitutto le imprese, ma anche la competitività, l’energia, e l’ambiente. Infatti è necessario uno sviluppo ecocompatibile, perché la nuova Industria e le politiche dell’ambiente devono procedere insieme. C’è la necessità che il sistema industriale debba rappresentare un ruolo fondamentale, un volàno in un percorso di decarbonizzazione che, contemperando sviluppo e rispetto dell’ambiente, sappia rendere competitiva l’unione europea, per concorrere in modo adeguato sia con gli Stati Uniti che con la Cina. Stati Uniti d’Europa ha anche l’obiettivo di un mercato europeo unico del lavoro, con l’ introduzione di un quadro di regole comuni, per superare le barriere nazionali alla mobilità dei lavoratori, il riconoscimento dei titoli di studio all’accesso alle professioni, e un sussidio di disoccupazione, che non sia nazionale bensì europeo.

Controllo delle frontiere, una delle priorità delle liste che compongono gli Stati Uniti d’Europa

Le liste che compongono Stati Uniti d’Europa chiedono anche Il controllo delle frontiere, con la creazione di una vera e propria agenzia delle migrazioni, che possa consentire il trattenimento, l’identificazione e l’eventuale respingimento dei richiedenti asilo ad opera di paesi terzi non vincolati al rispetto delle Carte dei diritti fondamentali. Insomma la proposta della lista di scopo, Stati Uniti d’Europa, è l’istituzione di un’agenzia europea delle migrazioni, che segua le prime indicazioni che diede in proposito il Ministro Martelli nell’ultimo governo italiano della prima Repubblica.

Anche il Partito democratico della segretaria anche lei candidata, Ely Schlein, propone la Riforma delle istituzioni europee, con l’introduzione del voto a maggioranza per i presidenti. L’obiettivo del PD resta quello di un’Europa federale, ma anche per la forza politica di Elly Schlein la prossima legislature dovrà essere costituente per la necessità non più procastinabile di riformare i Trattati.

Le priorità sono il superamento del all’unanimismo con l’introduzione del voto a maggioranza e il rafforzamento del Parlamento europeo, a cui va attribuito assolutamente il diritto di iniziativa legislativa. Inoltre è necessario rendere permanente il Next generation Eu, per aumentare sensibilmente la quota di bilancio comune, che ora è ferma all’1% del Pil, scomputando dal calcolo deficit/Pil gli investimenti nella transizione ecologica e digitale.

Il PD propone un fondo dell’Unione Europea che possa rendere energetico gran parte del patrimonio edilizio. Il partito democratico pure propone una Difesa comune europea, con un duplice scopo, quello di deterrenza rispetto alle mire espansionistiche della Russia, e anche per efficientare le spese militari. Ovviamente non può mancare il sostegno umanitario e militare all’Ucraina aggredita, mentre per il Medio Oriente si ripropone la soluzione storicamente appartenuta al partito socialista di “due popoli, due Stati” con il conseguente riconoscimento ufficiale della Palestina. Per il PD, i costi del Green Deal devono essere sostenuti con investimenti comuni da tutti gli stati nazionali componenti dell’Unione Europea.

Il PD propone un Industriale Act e una revisione del regime degli aiuti di Stato, allo scopo di sostenere l’impresa europea nelle grandi transizioni degli anni futuri.

Per fare questo è necessario armonizzare i livelli di tassazione, ed evitare assolutamente i paradisi fiscali. Per quanto riguarda il lavoro, la forza politica di Elly Schlein propone l’abolizione degli stage non retribuiti, l’introduzione di un salario minino obbligatorio, il rafforzamento della contrattazione collettiva e anche la riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio.

Per la questione dei migranti è necessario il superamento del Patto di Dublino, con l’istituzione di una missione europea di salvataggio nel Mediterraneo e di un Fondo europeo per l’accoglienza diffusa. Il movimento 5 stelle di Conte e Grillo intende sostituire l’unanimismo con il voto a maggioranza qualificata nel Consiglio Europeo e propone l’attribuzione al Parlamento del diritto di iniziativa legislativa e soprattutto del potere di nominare il presidente della Commissione.

Il movimento intende aumentare sensibilmente il bilancio comune europeo, per finanziare la transizione verde, gli investimenti ad elevata intensità tecnologica, lo sviluppo di aree arretrate, la sanità e la sicurezza sociale, attraverso il meccanismo del Next Genetation Eu,, che deve divenire permanente.

Per i grillini l’Europa deve soprattutto adoperarsi per una Conferenza di pace da tenersi sotto l’egida dell’Onu per perseguire assolutamente il “cessate il fuoco” immediato in Ucraina e anche in Medio Oriente, con il conseguente riconoscimento ufficiale dello Stato della Palestina.

Per il movimento 5 stelle il Green Deal deve essere rafforzato e serve un Energy Recovery Fund strutturale contro la povertà energetica, per finanziare la transizione verde. Per attuare questi proponimenti occorre decarbonizzare le economie dei singoli stati e intervenire sugli extraprofitti delle compagnie energetiche.

Chiaramente il movimento di Giuseppe Conte, tra i pochissimi leader non candidati, è schierato per l’introduzione di un reddito di cittadinanza europeo, ma l’unione europea deve impegnarsi per garantire gli standard minimi dei contratti di lavoro attraverso una direttiva di dignità che sia applicabile per i contratti a termine con un salario minimo per contrastare il dumping sociale, e la proposta di una direttiva per l’instaurazione della settimana lavorativa corta.

Il dumping sociale è l’espressione con cui viene indicata la pratica di alcune imprese di localizzare la propria attività in aree in cui possono beneficiare di disposizioni meno restrittive in materia di lavoro o in cui il costo del lavoro è inferiore.

Il movimento 5 stelle propone per l’asilo e l’ingresso in Europa dei migranti il controllo delle frontiere e l’istituzione nei Paesi terzi sicuri, delle task force con delegati dell’Unione Europea, per esaminare le domande dello status di rifugiato. Per quanto riguarda le liste che come Stati Uniti d’Europa sono considerate a rischio raggiungimento del quorum del quattro per cento per accedere al computo dei seggi del Parlamento europeo, vale a dire Alleanza Verdi e Sinistra, Azione e il raggruppamento di Santoro, i leader di questi soggetti politici sono convinti che i sondaggi siano poco attendibili o addirittura nel caso della lista dell’ex presentatore televisivo “un’arma di propaganda”.

Secondo Michele Santoro in ogni caso, il movimento pacifista, che ha fondato non si esaurirà con le elezioni del 9 giugno. La lista Pace Terra Dignità ha riunito diversi esponenti della società civile italiana, come Piergiorgio Odifreddi, Ginevra Bompiani e Raniero La Valle, in nome soprattutto del pacifismo e contro le politiche della Nato in Ucraina.

Ma gli ultimi sondaggi pubblicabili secondo la legge davano la soglia di sbarramento del 4 per cento piuttosto lontana per la lista, ma Santoro non si fida assolutamente dei sondaggi e crede ancora di poter attrarre tantissimi elettori, che addiritrura definisce un popolo che aveva rinunciato a votare per le elezioni europee, dichiarando in ogni caso di continuare la sua attività politica per promuovere innanzitutto il pacifismo in Europa e in tutto il mondo.

 

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