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Calma apparente

La controversia insorta tra la curia capitolina e quella partenopea circa la destinazione dei proventi della biglietteria del sito archeologico delle  Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, sembra essere di non facile soluzione.

Dietro a quelle che sembrano placide ed eque trattative, si nascono in realtà fortissime tensioni.

Ne è la prova il diktat del Vaticano.

#wearedonantonioloffredo

Don Antonio Loffredo, promotore della rinascita del Rione Sanità, dovrà farsi da parte.

E’ quanto chiede ora il Vaticano.

Il parroco del Rione Sanità non potrà più essere la guida del sito archeologico oggetto della contesa.

Egli dovrà lasciare il suo posto a favore di una figura “di prestigio” che sarà scelta dal Vaticano tra quelle proposte da alcune fondazioni e altre realtà nazionali che si occupano del Sud Italia.

Un magistrato, un professore di archeologia, un avvocato, un commercialista, un ex carabiniere in pensione, ma non certo un parroco napoletano, non certo Don Antonio Loffredo a cui va il merito di aver ridato dignità ad un quartiere degradato come quello del Rione Sanità e di aver donato una speranza ad alcuni dei suoi abitanti.

L’intervento di una terza persona “di alto profilo” garantirebbe, secondo il Vaticano, non il sabotaggio, bensì il potenziamento dell’esperimento sociale avviato da Don Antonio Loffredo in quanto si continuerebbe ad operare, ma nel pieno rispetto del quadro normativo vigente.

Incontro al vertice

La delicata questione è stata affrontata alcuni giorni fa a Roma, nell’ufficio del Cardinale Gianfranco Ravasi, ove si è recato l’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe.

Quest’ultimo sembra essere ottimista o quanto meno assume un atteggiamento prudente.

L’arcivescovo di Napoli ha infatti dichiarato: “… a Roma, come a Napoli, c’è la volontà di costruire e comporre, di andare avanti nel dialogo…credo che tutti vogliamo la stessa cosa…le azioni positive, di riscatto, vanno accompagnate ed incoraggiate”.

 

 

 

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