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Nel 50° anniversario della scomparsa di Luigi Tenco sarà emesso un francobollo del valore di 95 centesimi.

La notte tra il 26 ed il 27 gennaio 1967 veniva trovato il corpo di Luigi Tenco, nella sua stanza all’Hotel Savoy di Sanremo, quella in cui era stato eliminato dal festival, dove cantava in coppia con Dalida il brano ‘Ciao amore’.

Un suicidio mai compreso appieno, lo sparo alla tempia, un colpo che incolpa un Paese reo di aver mandato in finale ‘Io tu e le rose’, scriverà nel biglietto lasciato. Indagini riaperte nel 2006 e nel 2016 richiuse entrambe le volte con la conferma del suicidio con il colpo di pistola.

Ecco le parole del biglietto:

‘Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io, tu e le rose” in finale e una commissione che seleziona “La Rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi’

Eppure la voluta partecipazione al Festival di quell’anno, in coppia con Dalida, diva d’oltralpe, con la canzone ‘Ciao amore’ (etichetta RCS) Tenco era sicuro di una vittoria ma non priva di timori. In una intervista aveva commentato:  ‘Il Festival di Sanremo mi fa paura. Le mie canzoni hanno bisogno di atmosfera, lì c’è confusione e baccano e in fondo nessuno ti ascolta veramente’.

Il brano non era all’altezza della sua produzione, neanche l’esibizione fu ritenuta del suo livello, un fiasco sottolineato dai 48 voti su 900, venendo preferita nel ripescaggio la canzone la «Rivoluzione» di Gianni Pettenati.

Un genio della musica, che a 29 anni ci ha privati di note della vita e delle sue emozioni trascritte nelle sue note.

Ci ha lasciato tre album: ‘Luigi Tenco’ (1962), ‘Luigi Tenco’ (1965) ‘Tenco’ album postumo (1967), qualche inedito e un canzoniere straordinario. Tanti i brani che ancor oggi vengono proposti da artisti come Gino Paoli ed Ornella Vanoni in primis, tra i quali: ‘Mi sono innamorato di te’, ‘Vedrai vedrai’, ‘Lontano lontano’, ‘Un giorno dopo l’altro’, ‘Ragazzo mio’, solo per citarne alcuni.

Numerosi gli appellativi che hanno cercato di descrivere Tenco: dal genio al giovane idealista, come le motivazioni della sua ispirazione, un filo di politica, una sottolineatura di disperazione su temi ritenuti troppo spregiudicati per l’epoca. Tenco ha fornito un impietoso ritratto della società italiana di quegli anni per questo è stato boicottato da radio e televisione.

Dopo la sua scomparsa sono numerosi i premi a lui dedicati come il Premio Tenco in vigore dal 1974 in occasione della Rassegna della canzone d’autore di Sanremo organizzata dal Club Tenco. Premio che vede il riconoscimento alla carriera di artisti che hanno dato apporto significativo alla canzone d’autore mondiale. Nel 1997 si è aggiunto anche “Premio Siae / Club Tenco” all’autore emergente, per valorizzare i giovani talenti, fino al 2010, mentre dal 2006 al 2010 il Premio “I suoni della canzone“, assegnato a strumentisti e arrangiatori.

In occasione del 50° anniversario della sua scomparsa, venerdì 26 gennaio il Ministero dello Sviluppo economico nell’ambito della serie  “il Patrimonio artistico e culturale italianoemetterà un francobollo commemorativo del valore di 95 centesimi, con il ritratto di Tenco, realizzato da Gaetano Ieluzzo. Mentre l’ufficio Postale di Sanremo e quello di Cassine (Alessandria) suo luogo di nascita, realizzeranno un annullo speciale.

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