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Il 20 gennaio ci sarà l’inaugurazione della nuova presidenza degli Stati Uniti e i sostenitori più estremisti di Trump promettono di tornare a Washington, e anche in ognuna delle cinquanta capitali degli stati dell’Unione per contestare ancora la vittoria di Biden e del partito democratico.

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Stati Uniti, si teme un altro attacco da parte dei sostenitori di Trump

Non sono bastati gli orrori e le vittime dell’assalto al palazzo del congresso di mercoledì scorso per far desistere i gruppi organizzati e violenti dell’estrema destra americana dai propositi bellicosi di scatenare una clamorosa guerra civile, almeno se si vuole dare credito ai tanti messaggi che circolano sul web in modo più o meno clandestino a secondo dei net-work utilizzati. Ormai sembra essere Parler, l’unico social rimasto a disposizione di Trump dopo la sospensione e la successiva cancellazione decisa da Twitter e Facebook.

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Nel frattempo il congresso americano è intenzionato a mettere sotto accusa per alto tradimento della Costituzione il presidente Trump per la seconda volta nel suo mandato, ma i tempi si annunciano lunghi e potrebbero concludersi a presidenza Biden già avviata da diversi mesi.

Garantiti rinforzi nel giorno dell’insediamento di Biden

Insomma la situazione di emergenza non appare ancora finita, aprendo interrogativi e riflessioni sul sistema americano e la sua società organizzata. Pare però che questa volta non sarà ripetuto l’errore di una debole sicurezza di fronte ai manifestanti perché sono stati già garantiti rinforzi di agenti nel giorno dell’insediamento di Biden, con la guardia nazionale che sarà preventivamente a disposizione.

Dopo la prevista votazione della camera, far passare al senato l’atto di accusa per il processo a Trump solo dopo i primi mesi di presidenza di Joe Biden è una strategia precisa del partito democratico per far concentrare la nuova amministrazione americana sul lavoro urgente della vaccinazione anti corona virus della popolazione, molto colpita dalla pandemia in quasi tutti gli stati.

Destano preoccupazione gli ultimi giorni di presidenza di Trump

In effetti preoccupano molto questi ultimi giorni di presidenza di Trump, che potrebbe ancora fare mosse pericolose come stabilire le misure di grazia e perdoni a tanti pericolosi criminali rinchiusi nelle carceri di sicurezza. Per questo motivo, oltre alla condanna scontata della società americana collegata al partito democratico delle violenze scatenate dai comportamenti politici di Trump, si attende anche la decisa presa di distanza del partito repubblicano e non solo del vicepresidente, che ha saputo distinguersi per ragionevolezza nei momenti difficili della proclamazione ufficiale di Biden da parte dei grandi elettori.

A quel punto Trump sarebbe costretto a creare un altro partito per continuare a fare politica e provare ancora a diventare presidente le prossime elezioni, un’ipotesi che dopo le ferite provocate dagli ultimi tragici incidenti, appare altamente improbabile, quasi fantascientifica.

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