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Ungheria – Nel primo pomeriggio, l’Országház, il parlamento ungherese, ha votato una legge che concede pieni poteri al leader del partito conservatore e populista Fidesz – Unione civica ungherese, in carica ininterrottamente dal 2010.

Di fatto, da oggi, utilizzando il pretesto della lotta al coronavirus, l’Ungheria vede sospesi alcuni diritti fondamentali previsti dai Trattati europei insieme alla libertà d’espressione, alle istituzioni e allo stato di diritto, facendo cessare di fatto la democrazia nel paese centroeuropeo.

Il voto

La legge è passata con 153 voti favorevoli e 53 contrari. I voti a favore sono stati quelli dei deputati di Fidesz insieme ad alcuni esponenti di estrema destra, mentre contrari sono stati quelli delle opposizioni (Verdi, socialisti, Momentum e movimenti di ispirazione democratica).

Il leader dei socialisti Bertalan Toth, commentando il voto ha parlato di inizio di una dittatura senza maschera e anche il presidente del partito nazionalista Jobbik ha parlato di un “colpo di stato”. Anche esponenti di importanti ONG e osservatori dell’Unione europea hanno deprecato l’accaduto, considerandolo un atto spregiudicato del Leader populista per cementificare ancora di più il suo potere, già caratterizzato per i ferrei legami con gli oligarchi detentori delle più importanti aziende del paese e da leggi liberticide contro media e magistratura.

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La legge

La legge in questione prevede, senza limitazioni temporali, che il primo ministro possa governare sulla base di decreti, chiudere il Parlamento per periodi più o meno lunghi, cambiare o sospendere leggi in vigore a proprio piacimento e cancellare o rinviare qualsiasi tipo di elezione. È prevista poi la reclusione da uno a cinque anni per chi diffonde notizie false sulla gestione da parte dello Stato dell’emergenza.

Inoltre, solo al premier spetterà la decisione finale su quando lo stato d’emergenza, motivato ufficialmente dalla lotta al coronavirus, potrà dirsi concluso. Orbán potrà anche introdurre, sempre utilizzando la decretazione d’urgenza, misure restrittive più drastiche, senza nessun tipo di avallo da parte degli organi costituzionali.

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La situazione del Paese e le repliche di Orbán

Allo stato attuale in Ungheria sono stati certificati solamente 447 casi accertati di contagio da coronavirus e un totale di 15 vittime (anche se molti ritengono che i dati siano falsati). I tamponi effettuati sono stati pochissimi (circa 13.000) e la situazione degli equipaggiamenti sanitari non è delle più rosee: sono presenti nel paese solamente 2560 apparecchi respiratori e mancano quasi in tutti gli ospedali guanti, mascherine e tute protettive.

 

La replica del Primo ministro dopo l’esito del voto si è limitata per il momento a condannare le opposizioni sostenendo che esse sono “dalla parte del virus”, mentre appare ormai sempre più chiaro in accordo con un’accreditata portavoce di Human Rights Watch che da oggi l’Ungheria “è diventata una dittatura in piena regola”.

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