Addio a Igor Protti, morto a 58 anni lo Zar del gol


Il calcio italiano piange Igor Protti, scomparso all’età di 58 anni dopo una battaglia contro il cancro che lui stesso aveva raccontato pubblicamente negli ultimi mesi.

L’ex attaccante, amatissimo da tifosi e appassionati, aveva annunciato a luglio la scoperta della malattia con un messaggio che aveva colpito il mondo del calcio: «Un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite». A settembre aveva poi aggiornato i suoi sostenitori sulle sue condizioni, spiegando che la malattia si era estesa e che avrebbe dovuto affrontare anche la radioterapia.

Una carriera costruita lontano dai riflettori

Protti è stato una delle più grandi icone del calcio di provincia italiano. Nato calcisticamente nel Rimini, si fece conoscere al grande pubblico grazie alle sue stagioni con il Messina, prima di consacrarsi con la maglia del Bari.

Proprio in Puglia conquistò uno storico titolo di capocannoniere della Serie A, impresa che lo consegnò definitivamente alla storia del calcio italiano.

L’esperienza alla Lazio e il legame con Livorno

Dopo l’exploit a Bari arrivò la chiamata della  Lazio, con cui conquistò anche una Supercoppa Italiana.

L’ultimo e forse più intenso capitolo della sua carriera fu però quello vissuto con il Livorno, città che lo ha adottato e dove è diventato una vera e propria bandiera. Con gli amaranto conquistò promozioni e successi che lo trasformarono in un simbolo indimenticabile per generazioni di tifosi.

Il ricordo dello Zar

Soprannominato “lo Zar”, Protti ha rappresentato il volto autentico del calcio italiano: talento, sacrificio e un legame profondo con le piazze che lo hanno accolto.

La sua scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo del pallone e in tutti coloro che hanno apprezzato non solo il calciatore, ma anche l’uomo che ha affrontato la malattia con coraggio e straordinaria dignità.

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