Ashley Cole: Da “Braccio destro” all’Everton alla sfida solitaria in panchina


Dalle chiusure in scivolata ai dettami tattici da bordocampo. La parabola di Ashley Cole ha preso una piega affascinante e inaspettata: dopo aver appreso il mestiere dai grandi maestri del calcio inglese, l’ex terzino dei “Tre Leoni” ha scelto la Romagna per la sua prima vera prova da capo allenatore.

La gavetta tra Academy e Nazionale

Il percorso di Cole come tecnico è stato meticoloso. Appesi gli scarpini al chiodo, è tornato laddove era diventato leggenda, al Chelsea, guidando l’Under-15. La sua crescita è proseguita parallelamente con la Federazione Inglese, entrando nel 2021 nello staff di Lee Carsley nell’Under-21, dove ha contribuito a formare i talenti del futuro.

Cole non ha però disdegnato il calcio dei “grandi”, maturando esperienze fondamentali come assistente del suo storico compagno Frank Lampard, seguendolo prima all’Everton e poi nuovamente al Chelsea nell’aprile 2023. Dopo una parentesi formativa al Birmingham e un prestigioso ruolo da vice della Nazionale maggiore (al fianco di Carsley ad interim), Ashley ha sentito il richiamo del campo come protagonista assoluto.

L’approdo in Romagna: Obiettivo Cesena

Il 15 marzo 2026 segna una data storica per la Serie B italiana: Ashley Cole viene ufficialmente ingaggiato come nuovo tecnico del Cesena. Subentrato a Michele Mignani con la squadra all’ottavo posto in classifica (40 punti), Cole ha accettato una sfida non semplice: portare la propria mentalità internazionale in un campionato ostico e tattico come la cadetteria italiana.

Si tratta della sua prima volta assoluta nel ruolo di Head Coach di una prima squadra. La scelta di Cesena non sembra casuale, vista la sua precedente esperienza da giocatore alla Roma che gli ha permesso di conoscere, seppur brevemente, la cultura calcistica del nostro Paese.

Un inizio in salita

Il debutto del 17 marzo non è stato però quello sperato. Contro un solido Mantova, il Cesena di Cole è uscito sconfitto per 3-0. Un “battesimo del fuoco” che ha mostrato quanto lavoro ci sia ancora da fare per trasmettere ai bianconeri la sua filosofia di gioco. Nonostante il passo falso, l’ambiente è elettrizzato: avere una leggenda del calcio mondiale in panchina è un segnale di ambizione senza precedenti per il club romagnolo.

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