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Il caso Diawara è sicuramente uno dei più intricati di questa sessione estiva di mercato, ma per comprendere bene la situazione bisogna ricostruire la storia degli ultimi mesi.

Amadou Diawara viene acquistato nel luglio scorso non ancora diciottenne dal Bologna dell’allora DS Pantaleo Corvino dal San Marino. Inizialmente l’idea è di farlo aggregare alla primavera (ciò giustifica lo stipendio di 70 mila euro all’anno), ma visto che il mercato rossoblu avanzava ancora a rilento si decise di farlo partire per il ritiro di Castelrotto con la prima squadra di Delio Rossi, e proprio il romagnolo lo fa debuttare allo Stadio Olimpico nel match finito 2-1 per la Lazio.

Da lì in poi diventa una pedina fondamentale ed insostituibile per la squadra, pur non fornendo molti assist ed essendo più che allergico al goal, il modo con cui smista la palla è degna di un esperto 35enne centrocampista.

 

Il rifiuto del rinnovo

Il Bologna come riconoscimento alle buone prestazioni del giovane, a campionato non ancora finito gli offre un adeguamento di ingaggio prontamente rifiutato da Diawara e i suoi procuratori, il guineano Tounkara e l’italiano Piraino.

Diawara sul mercato

Molte squadre internazionali e nazionali mostrano interesse verso il centrocampista e così il Bologna fissa il prezzo a 15 milioni. La prima squadra a concretizzare un’offerta è il Valencia che offre 1 milione di ingaggio al giocatore, ma solo 9 milioni al Bologna che rifiuta l’offerta per la distanza dalla cifra richiesta.

L’interruzione della trattativa con gli spagnoli innervosisce notevolmente il guineano e i suoi agenti così a fine giugno il procuratore cosentino Piraino sbotta annunciando la volontà del suo assistito di lasciare Piazza Maggiore e le Due Torri a causa del troppo basso stipendio di “soli” 3000 euro al mese (che invece corrisponde a quasi il doppio).

 

Il battibecco con Donadoni

Mister Donadoni non fa attendere le sue parole mostrandosi perplesso dalla situazione e ancora più pronta è la risposta dell’agente che invita il bergamasco a “pensare ad allenare”.

Il pre-ritiro con il Bologna

Intanto, Diawara si trova in pre-ritiro con tutti i suoi compagni in quella che può essere definita vacanza di squadra, ma con una piccola preparazione al ritiro vero. Il ritorno a Bologna è il 3 luglio, e i calciatori hanno una settimana libera fino al 10 luglio, data della partenza per il ritiro di Castelrotto.

L’assenza al ritito

Domenica 10 luglio al ritrovo della squadra tutti sono presenti tranne uno: Amadou Diawara. Il Bologna cerca di raggiungerlo telefonicamente in tutti i modi, ma il cellulare risulta staccato, Tounkara e Piraino si rimpallano la colpa e dicono che il ragazzo ha mandato in sede un certificato medico, arrivato in ritardo per la chiusura domenicale del centro sportivo di Casteldebole. Il Bologna cerca di mandare la visita fiscale solo che l’indirizzo fornito alla società si trova in Guinea, e quindi ovviamente l’ipotesi si arena.

Il certificato medico

E qui mi occorre fare un piccolo passo indietro per raccontare ciò che è successo nella settimana libera. Diawara si reca alla clinica toscana di San Rossore, famosa per gestire i casi estremi di problemi psichiatrici, la professoressa Doria su indicazione del professor Cassano (non è come si può intuire un complotto della Samp) visita il guineano con una diagnosi generica di “stress” con prognosi di 15 giorni e quindi col rilascio del certificato di cui si parlava in precedenza. Il Bologna contatta la professoressa Doria che però su richiesta di spiegazioni del club afferma che lo stress non pregiudica l’attività sportiva del calciatore.

Roma o Napoli nel futuro di Diawara

È così si arriva ad oggi in cui le squadre interessate sono Roma e Napoli. I capitolini offrono un prestito oneroso di 5 milioni con diritto di riscatto a 10 milioni che il Bologna vorrebbe trasformare in obbligo di riscatto. I partenopei, invece, sono arrivati ad offrire 12 milioni oppure ad inserire la contropartita di El Kaddouri (non particolarmente gradita ai rossoblu). Ad oggi la Roma ha un canale privilegiato di trattative col Bologna (anche per la consolidata amicizia tra Sabatini e Fenucci), ma chissà che il Napoli con l’ormai imminente cessione di Higuaìn all’esorbitante cifra di 94,6 milioni di euro non torni a farsi sotto con il centrocampista guineano che sembra essere proprio agli sgoccioli della sua permanenza al Dall’Ara.

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