Botta e risposta senza sconti: Quando Viola e Azzurri congedarono il campionato tra goal e capovolgimenti


Un match frizzante, ricco di capovolgimenti di fronte e impreziosito da perle balistiche di rara bellezza: il 17 maggio 2024, nell’anticipo di fine campionato, Fiorentina e Napoli regalarono al pubblico dell’Artemio Franchi un 2-2 divertente e senza sconti. In una sfida valida per la penultima giornata di Serie A, le formazioni guidate da Vincenzo Italiano e Francesco Calzona si affrontarono a viso aperto, dando vita a novanta minuti di grande intensità.

Primo tempo: botta e risposta poi il sorpasso viola

L’avvio di gara fu di marca azzurra. Dopo appena otto minuti di gioco, il Napoli sbloccò il risultato sugli sviluppi di un calcio d’angolo: pennellata perfetta di Politano dalla bandierina e incornata vincente di Rrahmani, bravo a prendere il tempo alla difesa toscana e a trafiggere Terracciano per lo 0-1.

La Fiorentina non accusò il colpo e alzò progressivamente il baricentro. Il finale di prima frazione fu un vero e proprio uragano viola nel giro di due minuti: al 40′ ci pensò capitan Biraghi a ristabilire la parità con una punizione magistrale al bacio sotto l’incrocio, spiazzando Meret. Soltanto centoventi secondi dopo, al 42′, fu Nzola a completare il sorpasso casalingo, approfittando di una disattenzione della retroguardia partenopea per battere a rete il goal del momentaneo 2-1 prima dell’intervallo.

Secondo tempo: la gemma di Kvaratskhelia e il forcing finale

Nella ripresa il Napoli rientrò in campo con un piglio decisamente più aggressivo, spinto dalla voglia di raddrizzare la gara. Al 57′ salì in cattedra Khvicha Kvaratskhelia: il talento georgiano si inventò una magia su calcio piazzato, scagliando un destro potente e preciso da oltre venti metri che s’infilò imparabilmente nell’angolo alto, siglando il 2-2.

Con l’equilibrio di nuovo ristabilito, la partita divenne una mossa continua di cambi ed energia fresca: Italiano inserì Ikoné, Belotti, Parisi e Mandragora, mentre Calzona rispose mandando in campo Ngonge, Raspadori e Lindstrøm. Nonostante le occasioni da una parte e dall’altra nel finale, il punteggio non cambiò più. Un pareggio spettacolare e giusto che congedò il pubblico di Firenze con novanta minuti di puro intrattenimento.

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