Registrati
Ti sarà inviata una password tramite email.

JUVENTUS-CAGLIARI è stata una partita condizionata prima, durante e dopo dalla “questione” Borriello.

Non potrebbe essere altrimenti visto che durante la partita su Istagram l’ormai (ex Cagliari) e nuovo centravanti della SPAL cinguettava le ragioni del suo improvviso addio ai colori rossoblu.

Glissare in certi casi è da Signori con la S maiuscola ma quello che non ti aspetti è che il Presidente del Cagliari Tommaso Giulini dichiari in diretta su Mediaset Premium ciò che segue:

“Non credo che abbia rispettato la maglia fino alla fine. Passa alla Spal dove guadagnerà il doppio. Mancanza di rispetto per noi, per i tifosi, per la città. Noi abbiamo dei valori e non si combaciano con quelli di Borriello. Non posso pretendere che tutti amino la maglia, posso invece pretendere che tutti la rispettino. Così non è stato e soprattutto per motivi economici. Ora lavoriamo su un altro ruolo, perché in attacco ci aspettiamo di avere delle risposte da coloro che sono già in rosa. Il nostro parco attaccanti è ben composto, abbiamo Sau che si è sacrificato tanto per Borriello, Farias e oggi Cop che dovrà dimostrare di che pasta è fatto, poi faremo delle valutazioni da qui alla fine”.

Tommaso Giulini

 

RISPETTO.

Il fatto che il Presidente abbia fatto queste dichiarazioni fa scalpore e stride sia col il suo tendenziale modus operandi (molto diplomatico) sia con le stesse dichiarazioni di Borriello.

Buongiorno amici e in particolare tifosi del Cagliari, vorrei fare chiarezza su quello che si e’ scritto e detto in queste ultime ore riguardo la non convocazione e al mio passaggio di squadra! Innanzitutto ci tengo a precisare che non ho litigato con Massimo Rastellli ,ne con la società’ ne con compagni di squadra!!! Quindi tutto quello che avete letto e sentito e’ FALSO!!! Lo scorso anno, quando sono venuto a Cagliari, l’ho fatto con grande determinazione,motivazione ed entusiasmo ed infatti sono riuscito a fare grazie anche all’aiuto dei miei compagni una stagione fantastica con 20 reti e un undicesimo posto in campionato… Per tanti motivi quest’anno dopo diversi allenamenti e partite non ho sentito più’ quel fuoco che avevo dentro di me della passata stagione”. Penso che per un giocatore di 35 anni le motivazioni devono essere alla base di tutto. Al campo ci si deve andare con la voglia di credere in ciò’ che si sta facendo…mi reputo una persona passionale e alla continua ricerca di nuove sfide e se vengono a mancare questi requisiti allora diventa un problema per ME…e siccome io non ho voluto mai essere un problema per il Cagliari calcio,per i miei compagni di squadra,l’allenatore e per l ambiente….ho deciso una settimana fa, dopo la partita contro il Palermo, di andare in primis dal direttore sportivo e poi dal presidente per manifestare questa mia voglia di cambiare.
Non volevo rovinare tutto ciò’ di buono che ho fatto per la maglia del Cagliari e per i fantastici tifosi che mi hanno veramente fatto sentire un idolo e accolto come se fossi a casa mia!!!
Voglio salutare e ringraziare la città’ di Cagliari e tutti i tifosi per quello che mi hanno dato…vi porterò’ sempre nel mio cuore. Ora il mio viaggio continua altrove ho ancora voglia di dimostrare il mio valore e dare ancora qualcosa di importante al calcio italiano!!!

Un abbraccio Marco

Borriello voleva andare via dal Cagliari già a Dicembre 2016 dopo il “Caso Storari” cacciato dagli ULTRAS per la sua JUVENTINITA’. In quella partita (Cagliari-Sassuolo terminata 4-3 rischiò anche Rastelli dopo l’1-3 ma poi Farias e compagni rimediarono). Dopo Cagliari-Milan, ultima giornata del Campionato appena finito, quando uscì dalla parte degli spogliatoi, senza passare dalla panchina; chi vi scrive pensò male. Pensò che c’era qualcosa che non andava. Tutto rientrò nei ranghi. E Marco Borriello, ex numero 22 del Cagliari ha rinnovato il contratto sino al 30 giugno 2018 con in più, se raggiunto il 10° posto quest’anno, si sarebbe proseguito sino al 30 giugno 2019.

Ma cosa succede?

Quello che Marco Borriello non gradisce in Cagliari-Palermo di Coppa Italia della scorsa settimana.

Esattamente la SOSTITUZIONE che evidentemente da tanta noia al calciatore 35enne napoletano che non ha la cognizione di quale prova mediocre abbia disputato e che con onestà intellettuale avrebbe potuto ammettere. Per quanto il sottoscritto non apprezzi particolarmente l’allenatore Rastelli, in questo specifico ed unico caso, sebbene il coah cagliaritano spesso viene criticato per le tempistiche e le soluzioni nelle sostituzioni, questo forse, paradossalmente, potrebbe essere l’unico caso ineccepibile dove avere sostituito Borriello con Cop era giusto.

Purtroppo GIUSTIFICARSI e dare al pubblico una versione accettabile SENZA prendersi le proprie responsabilità non è per da tutti. Incluso Borriello perché con l’onestà intellettuale si vincono le partite, si perdonano i gesti clamorosi che qualsivoglia persona in quanto essere umano è, può fare in un momento di rabbia, di insoddisfazione personale, come potrebbe essere una prestazione al di sotto delle proprie capacità tendenziali.

In aggiunta alla sostituzione il Marco Borriello, in DIRETTA RAI TV di sabato scorso su RAI SPORT emesse delle paroline poco dolci, presumibilmente verso il suo allenatore, come già fatto altre volte (Milan). Ma nessuna di queste questioni sono state dichiarate da Borriello. Lui dichiara di NON avere litigato con NESSUNO, ne con l’allenatore ne con i compagni di squadra, con NESSUNO. E ULISSE non è presente in squadra! Purtroppo le immagini di Borriello durante tutto il campionato scorso che si lamenta con i compagni sono riproducibili quando si vuole incluso il comportamento in panchina dopo la sostituzione di Coppa Italia dell’altro sabato.

Ecco.

Il Cavalier Berlusconi utilizzava la galante tipologia di frase che segue:

Mi consenta.

Ecco Signor Borriello,mi consenta di dissentire.

La tempistica che caratterizza l’ENNESIMA sua fuga alla CASSANO da Cagliari ha qualcosa di misterioso che tuttavia è collegabile facilmente con i fatti sopra descritti.

Perché con tutta l’onestà intellettuale che mi caratterizza trovo disdicevole e poco creato dichiarare ai TIFOSI del CAGLIARI che la ragione per cui SOLO ed ESCLUSIVAMENTE 2 giorni prima della 1° Giornata di Campionato LEI si accorge di NON avere gli STIMOLI adatti a giocare un altro Campionato con la Squadra che le ha permesso di realizzare 20 reti totali nella passata stagione e che passa alla SPAL con uno stipendio RADDOPPIATO. Ecco, non è credibile. E si può pestare in terra quanto vuole che è tutta la VERITA’, nient’altro che la Verità.

Che LEI sarà pur bravo con la palla e un abile seduttore (vorrei tanto avere il suo magnetismo con le donne) ma con RISPETTO le dico che a livello comportamentale, lascia a desiderare.

E certamente LEI ha tutto il diritto di fare della sua vita quello che vuole ma senza menare per il naso i TIFOSI.

E’ questa una questione che mi permette di stigmatizzare non solo lei ma anche altri suoi colleghi che non starò qua ad elencare; quelli che BACIANO la MAGLIA e poi prendono la strada dei dollari. Ecco, sarebbe apprezzabile NON fare CERTE dichiarazioni per poi fuggire dal miglior offerente: non sarebbe più PROFESSIONALE ?

Non chiedono tanto i tifosi se non una sola cosa: RISPETTO.

Considerando poi il fatto che il suo NUOVO STPENDIO è esattamente il DOPPIO di quello percepito a Cagliari, allora, MI CONSENTA, Caro il MIO MARCO BORRIELLO, ecco, mi permetta di avere quel DUBBIO che aleggia in tutte le persone di sana e robusta costituzione mentale.

Le Sue dichiarazioni sono alquanto DISCUTIBILI ma sopratutto il problema è legato PRINCIPALMENTE alla TEMPISTICA.

Non si può lasciare la squadra 2 giorni prima della partita coi Campioni D’Italia così come LEI ha fatto, è poco PROFESSIONALE.

Lei è stato accolto a Cagliari nel medesimo modo che è stato concesso solo ad un altro giocatore -a cui non potrebbe nemmeno legare i lacci delle scarpe per modus comportamentalis-.

E sappiamo benissimo di chi sto parlando.

Per cui i giochetti utilizzati sono esecrabili.

 

Print Friendly, PDF & Email

Scrivi