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La Dea passa anche a Cagliari

La prima frazione di giuoco è stata dalla doppia facciata e l’Atalanta la concludeva con una rete a zero di vantaggio.

Il Cagliari iniziava a subire quasi da subito la veemenza dei lumbard che impensierivano Cragno in due occasioni, ma poi arrivava qualcosa che sembrava un miracolo, ed invece era solo un’illusione.

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Infatti uno scambio al limite dell’area di rigore dei nerazzurri tra Nainngolan e Simeone metteva al tiro l’argentino che effettuava un tiro magico che finiva alle spalle dell’incolpevole Sportiello.

Dopo la prima convalida della rete, il VAR di Mariani di Aprilia andava a cercare un fallo di mano dello stesso Giovannino e la delusione prendeva il sopravvento sui rossoblu.

PROTOCOLLO VAR SOTTO ACCUSA

Ma come si fa a dire che quello è in fallo di mano, solo dei geni che non hanno mai giocato al pallone non si rendono conto che un braccio colpito dal pallone per caso e NON volontariamente NON può essere un fallo.

I giocatori NON possono tagliarsi le braccia, questo protocollo è la una follia pura!

COME COL BRESCIA

All’esordio con la squadra dell’ex Presidente Cellino fu concesso un rigore dal VAR per un fallo di Alberto Cerri che era girato quindi non aveva idea che il pallone potesse andare a sbattergli contro, rete che coincise la prima sconfitta dei sardi in Campionato, era la prima giornata di andata, il 25 agosto 2019, una vita fa.

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Davvero deprecabile tutto ciò, annullare la rete spettacolare di Simeone ha concesso agli Orobici di Gasperini un vantaggio psicologico enorme.

Dall’annullamento della rete del vantaggio il Cagliari è andato via via sempre peggio sino al raggiungimento della pura follia quando Carboni commetteva il secondo fallo (il primo arrivava al minuto 5 per fallo netto su Sutalo) da ammonizione e creando un rigore assurdo, di inesperienza, stendendo in area di rigore Malinovskyi e concedendo un vantaggio che non era necessario concedere ad una squadra già di per se fortissima.

Carboncino“, come lo chiama il suo Mister Walter Zenga, non veniva consolava se non da Max Canzi, allenatore in seconda e suo ex allenatore della squadra Primavera.

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ARBITRO DEI FORTI

L’impressione della direzione di La Penna è stata come se al posto dell’Atalanta ci fosse stata la “Signora“.

Una  gestione dei fischi e dei cartellini perlomeno discutibile che ha aiutato gli ospiti a raggiungere l’obbiettivo prefissato.

Sembra che adesso che la squadra del Giampiero sia diventata grande usufruisca di favori che solo alle nobili del calcio italiano erano concessi, che sia arrivato il suo momento?

Dal vantaggio quasi immeritato si arrivava allo svantaggio con la rete del Colombiano Luis Muriel che trasformava, quasi a cucchiaio, il tiro dagli undici metri che batteva l’incolpevole Cragno.

L’Atalanta concludeva all’attacco la prima frazione di gioco sfiorando in più di una volta la seconda segnatura, ma fortunatamente per i padroni di casa il punteggio rimaneva di una sola rete di svantaggio.

RIPRESA

Ciò che non ti aspetti arriva.

Un avversario decimato da infortuni e da un’espulsione andava solo frantumato, ed invece non è successo.

La bravura di Zenga è stata dimostrata dall’atteggiamento tattico tenuto dai rossoblu, anche nella ripresa.

Quasi un’ora in 10 e con un caldo torrido di mezza estate il Cagliari è quasi riuscito a pareggiare, sopratutto a fine secondo tempo.

Intramezzato da almeno 3 parate miracolose di Cragno e da due pali, uno a tempo, il Cagliari ha dimostrato coesione e quasi quasi, anche immeritatamente, avrebbe pure meritato il punto.

La Dea si è specchiata e non è stata la solita squadra che si è vista sino ad oggi, ha permesso all’avversario di sognare il pareggio e quasi veniva castigata.

Peccato, sarebbe stata una punizione che avrebbe meritato questa sera.

Ed invece ha incassato i suoi 3 punti senza sprecarsi più di tanto.

Tuto ciò è dimostrabile per il fatto che Gasperini ha sostituito i tre attaccanti Pasalic, Malinovskyi e Muriel nella ripresa facendo entrare niente poco di meno che Ilicic e il Papu e Zapata, inconcludenti e poco incisivi.

Comunque non si può dire che i nerazzurri non abbiano meritato di vincere, fa rabbia semplicemente che sia arrivata la vittoria per un errore di un ragazzino di 19 anni che ha giocato anche a causa degli infortuni che hanno falcidiato il Cagliari.

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ZENGA

“Affrontavamo una squadra molto forte, hanno fatto 83 gol fino a oggi, giocano a memoria e hanno una qualità eccellente.

Siamo stati bravi, abbiamo concesso qualcosa come è normale che sia, non potevamo tappare tutte le loro fonti di gioco.

Il nostro rammarico sta nel gol di Simeone, è assurdo, so che è il regolamento, ma è assurdo.

Ci siamo rimasti male, era un gol bellissimo, per me è contro il senso del gioco, non sono le regole del calcio per me.

Ormai però è andata, anche all’Atalanta è stato annullato un gol simile qualche partita fa”. 

Carboni ha fatto un errore perché è un ragazzo, perché chi non fa non sbaglia e non può imparare, lungi da me accusarlo e mettergli la croce addosso.

Mi ha dato l’opportunità di vedere una squadra che è rimasta in partita per oltre 60′ in 10, nonostante Cragno sia stato il migliore in campo.

Sapevamo che sulle fasce ci sono giocatori fisici per l’Atalanta e abbiamo pensato di mettere dei giocatori alti come Ionita e Lykogiannis esterni.

Mattiello aveva fatto 90′ di fila da tre partita, Faragò è appena rientrato e Pellegrini era squalificato, alla fine le scelte erano quelle” 

GASPERINI

Abbiamo tenuto aperta una partita che potevamo chiudere molto prima, una volta in superiorità numerica non siamo riusciti ad avere la lucidità necessaria.

Non è stata la migliore prestazione, ma è arrivata l’ottava vittoria di fila, oggi è emersa un po’ di stanchezza mentale, venivamo da un lungo viaggio e da una partita col Napoli faticosa.

Noi cerchiamo sempre di fare meglio, oggi dovevamo farlo perché loro sono rimasti in 10.

Ho voluto forzare i cambi con quei tre per chiuderla anche se Malinovskyi e Muriel ne avevano ancora un po’, non è stata una bella mossa.

Sono contento per Ilicic, lo stiamo recuperando e lo vedremo presto con la squadra.

Sutalo e Tameze hanno fatto bene, sono contento, hanno giocato con buona qualità e non era facile.

Il Cagliari ha dimostrato di essere una buona squadra, hanno ottimi giocatori.

Noi secondi? Mi piacerebbe indubbiamente, ma la vedo dura perché Lazio e Inter sono ottime squadre, noi però dobbiamo preparare una Champions e raggiungere la matematica certezza di andarci l’anno prossimo.

Nelle prossime partite potremmo già raggiungere dei traguardi”.

Sky chiede alla Lega Serie A di anticipare di mezzora gli orari delle partite

Già dalla prossima settimana sui dovrebbe passare dalle 17 e 15 alle 16 e 45, dalle 19 e 30 alle 19 e dalle 21 e 45 alle 21 e 15.

Sarà l’Assocalciatori che ne deve discutere con la Lega per trovare un’intesa definitiva.

Della serie che chi non aveva capito bene chi comanda nel calcio in Italia adesso è ancor più chiaro.

E come disse il saggio Totò, “ho detto tutto“!

 

Cagliari (3-5-2): Cragno; Walukiewicz, Pisacane (30’ s.t. Klavan), Carboni; Ionita (22’ s.t. Faragò), Nandez, Nainggolan (22’ s.t. Birsa), Rog, Lykogiannis (22’ s.t. Mattiello); Simeone (30’ s.t. Ragatzu), Joao Pedro. All.: Zenga.

         Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Sutalo (38’ s.t. Toloi), Caldara Palomino; Hateboer (29’ s.t. Gosens), De Roon, Tameze, Castagne;               Pasalic (15’ s.t. Ilicic), Malinovskyi (15’ s.t. Gomez); Muriel (16’ s.t. Zapata). All.: Gasperini

 

Arbitro: La Penna di Roma

Marcatori: 27’ p.t. Muriel (A)
Ammoniti: 5’ p.t. Carboni (C), 44’ p.t. Pisacane (C), 17’ s.t. Palomino (A), 25’ s.t. Nandez (C), 26’ s.t. Hateboer (A)
Espulsi: 26’ p.t. Carboni (C)

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