Ci lascia Sandro Mazzola: addio alla leggenda della Grande Inter e del calcio italiano
Il mondo dello sport piange una delle sue figure più iconiche e amate: all’età di 83 anni si è spento Sandro Mazzola, gigante del calcio italiano, bandiera eterna dell’Inter e protagonista indimenticabile della Nazionale azzurra.
L’eredità di un cognome immenso
Nato a Torino l’8 novembre 1942, Sandro portava sulle spalle un peso enorme: quello del padre Valentino Mazzola, capitano e simbolo del Grande Torino, tragicamente scomparso nella tragedia di Superga quando Sandrino aveva soltanto sei anni. Crescere all’ombra di un mito non era semplice, ma con determinazione, classe e un’umiltà d’altri tempi, Sandro è riuscito a trasformare quel cognome gigante in un destino altrettanto glorioso.
Il simbolo della Grande Inter
Entrato da ragazzino nel settore giovanile dell’Inter, Mazzola ha legato indissolubilmente tutta la sua carriera da calciatore alla maglia nerazzurra, debuttando in prima squadra nel 1961 e diventando il perno offensivo della Grande Inter guidata dal “Mago” Helenio Herrera.
Attaccante elegante, mezzala tatticamente duttile e dotato di un fiuto del gol straordinario, con l’Inter ha collezionato numeri e trionfi d’altri tempi:
4 Scudetti (1962-63, 1964-65, 1965-66, 1970-71)
2 Coppe dei Campioni consecutive (1964, 1965), con la storica doppietta al Real Madrid nella finale di Vienna
2 Coppe Intercontinentali (1964, 1965)
Restano nella memoria collettiva i suoi derby da record — suo il gol più veloce nella storia della stracittadina milanese dopo soli 13 secondi — e la mitica rivalità sportiva e staffetta in Nazionale con il rossonero Gianni Rivera.
Il cammino in Azzurro
Con la maglia della Nazionale italiana (70 presenze e 22 reti), Sandro Mazzola è stato tra i grandi protagonisti dell’entusiasmante cavalcata che portò gli Azzurri alla vittoria degli Europei del 1968 e al secondo posto nei Mondiali del 1970 in Messico, culminati nella leggendaria semifinale Italia-Germania 4-3.
Oltre il campo: dirigente e voce amata del calcio
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, il suo legame con il pallone non si è mai spezzato. Da dirigente nerazzurro ha contribuito a scrivere altre pagine di storia (partecipando tra l’altro all’arrivo a Milano di Ronaldo “Il Fenomeno”), per poi diventare una presenza familiare per milioni di italiani nelle vesti di commentatore tecnico e opinionista televisivo. Con il suo stile pacato, elegante e mai sopra le righe, ha raccontato il calcio con la stessa classe con cui lo giocava.
Con la scomparsa di Sandro Mazzola se ne va una delle ultime leggende romanzesche del nostro sport, un uomo capace di unire tifoserie e generazioni diverse.


