Diego Armando Maradona uno dei simboli dei mondiali


Se Pelé rappresenta la perfezione del successo, Diego Armando Maradona incarna il Mondiale della narrativa pura, del dramma e del riscatto sociale. Messico 1986 non è stato semplicemente un torneo vinto dall’Argentina; è stato il torneo di un uomo solo contro tutti.

​Nei quarti di finale contro l’Inghilterra, a pochi anni dal conflitto delle Falkland, Maradona condensa l’intera sua esistenza in novanta minuti. Prima segna il gol di mano più famoso della storia, la “Mano de Dios”, l’astuzia della strada elevata a giustizia divina. Pochi minuti dopo, realizza il Gol del Secolo: una corsa di 60 metri, scartando mezza squadra inglese, portiere compreso, in un’esibizione di grazia e velocità semplicemente irripetibile.

​Maradona ha guidato una squadra non accreditata per la vittoria fino alla gloria, ripetendo l’impresa quasi miracolosa nel 1990, portando un’Argentina incerottata fino alla finale di Roma. Diego ai Mondiali non ha solo giocato a calcio: ha scritto la sceneggiatura di un film epico.

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