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Trapani Calcio – Editoriale

E’ tempo di bilanci per il Trapani Calcio che se da un lato ha raggiunto la salvezza sul campo, dall’altro non possiamo dire lo stesso per la società che ha commesso tanti, troppi errori per salvare la squadra dal suo peggiore incubo: la retrocessione. Una stagione che se non è fallimentare, poco ci manca. Tanti cambi di rotta in zona dirigenziale che hanno creato caos e confusione. Non si sono mai visti tanti cambi in un CDA nell’intera stagione, facendo una brutta figura non solo con la Sicilia ma anche con l’Italia intera.

GLI ERRORI CHE HANNO MANDATO IN FRANTUMI IL TRAPANI CALCIO: LA PRIMA PARTE DELLA STAGIONE

Il tutto era partito con la giornata a Roma davanti all’avvocato che aveva segnato il passaggio dall’ex proprietario De Simone a un altro ex Giorgio Heller. Il tutto è stato sancito grazie all’amore di quei pochi tifosi granata presenti nella Capitale che volevano a tutti i costi che De Simone andasse via (una mossa giusta anzi giustissima visto come è andata a finire la vicenda, con l’arresto dell’irpino). Il primo errore è stato fatto dall’imprenditore romano, ovvero quello di collaborare con Fabio Petroni e la domanda sorge spontanea: perché affidarsi a uno che ha fatto danni nel mondo del calcio?. Da li un susseguirsi di errori di cui, a farne le spese, sono stati alcuni componenti dirigenziali compresi gli ex DS Raffaele Rubino e Luca Nember. Un altro errore è stato quello di sostituire l’ex allenatore Vincenzo Italiano con Francesco Baldini; perché affidarsi a un allenatore che non ha la minima esperienza in serie B? Perché non si è andati a fondo con qualcuno più esperto?. I risultati a livello di squadra nella prima parte di campionato sono andati abbastanza male, visto che la squadra ne ha risentito parecchio con tanti malumori.

LA PENALIZZAZIONE CHE E’ COSTATA CARA AL TRAPANI CALCIO

Il cambio di rotta arriva dopo la sconfitta con il Pisa, al posto di Baldini arriva il più esperto Fabrizio Castori. Con lui, la squadra rinasce e ritorna a fare paura alle avversarie ma le sorprese nono finiscono qui. Arriva la famosa penalizzazione (che gli costerà cara al Trapani per la retrocessione) di un punto prima e di un altro punto poi. Il motivo? Pagamento di una percentuale di stipendi entro il termine ultimo e la restante dopo 4-5 giorni. La società granata aveva provato in tutti i modi a far desistere sia la Lega che il CONI senza successo. Una retrocessione amara che ha spiegato bene l’identikit di questa società (se così si può definire).

E ADESSO?: IL TRAPANI PUNTA ALL’ISCRIZIONE DELLA SERIE C

Il countdown per l’iscrizione alla serie C è già partito e il Trapani deve fare in fretta per presentare i documenti e allestire una squadra che conta solo pochi elementi in rosa. Facendo ciò, si può puntare a un’altra clamorosa vendita? Se si vuole bene al Trapani si, perché non si può continuare a fare stare male chi ci mette amore e passione per questi colori (dai tifosi ai dipendenti per passare ai giornalisti, squadra e mister). Caro Petroni adesso basta, l’incubo deve finire e in fretta. Invece di continuare a parlare sempre, facendo la bocca grande, perché non passiamo ai fatti con l’iscrizione della squadra e dando il Trapani a chi merita di più. Il sogno della B è stato bellissimo ma non possiamo continuare a buttare tutto nell’immondizia, non ce lo meritiamo.

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