Italia batte Austria, il giorno dopo

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Italia batte Austria, il giorno dopo

Italia batte Austria con i tempi supplementari come sfondo. E’ Successo davvero di tutto. Un legno, il Var e tanta paura. Poi la gioia nel racconto di Gianfranco Piccirillo:

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Italia batte Austria 2-1: La nazionale del mezzo veneziano Franco Foda detta le regole, prima ancora di cominciare la gara, evitando l’adesione al black lives matter e poi costringendo l’Italia nel primo tempo a tentare soluzioni dalla distanza. l’Austria blocca le fonti di gioco della nazionale di Mancini, marcando a uomo i due registi Jorginho e Verratti e tenendo gli esterni Insigne e Berardi lontani dalla porta di Bachmann, il quale riesce a parare bene coi piedi una conclusione di Barella. L’azione più pericolosa è un tiro da lontano di Immobile che colpisce un clamoroso palo, mentre non preoccupano il portiere austriaco le conclusioni di Insigne e Spinazzola, che come gran parte degli azzurri appare sotto tono, rispetto alle prime due partite degli Europei. L’Austria non crea pericoli, ma si disimpegna bene, dimostrando di essere una squadra aggressiva e compatta, che ha in Alaba e l’ex interista Arnautovic i suoi punti di forza in grado di tenere comunque in apprensione la difesa azzurra. Nella ripresa proprio Alaba sfiora la traversa su punizione da posizione centrale mentre l’Italia fatica a trovare le soluzioni utili a scardinare la difesa sistemata ottimamente da Foda, costringendo Mancini ad apportare gli innesti dalla panchina prima del previsto. Gli innesti di Locatelli e Pessina vengono addirittura dopo un gol di Arnautovic, annullato dal var per un fuorigioco millimetrico, ma Verratti e Barella sono rimasti fin troppo in campo. Prima del gol annullato Donnarumma ha corso un altro paio di pericoli, mentre con l’ingresso di Locatelli anche la nazionale italiana ricomincia a tirare in porta, ma ancora una volta è il var ad essere l’indiscusso protagonista della gara, evitando di fischiare un rigore all’Austria per un precedente fuorigioco. Mancini tarda ad inserire Chiesa per un Berardi deludente, mentre anche Immobile non riesce più a rendersi pericoloso, così come Spinazzola non propone più le sue sortite offensive. Nei minuti finali si vede più l’Austria che l’Italia in attacco anche con gli inserimenti di Belotti e Chiesa per Immobile e Berardi, che fa in tempo a commettere l’ultimo errore, svirgolando clamorosamente una palla al volo in piena area di rigore. È stata insomma una brutta gara che inevitabilmente deve sottoporsi al prolungamento dei supplementari, che premiano più la formazione azzurra che quella austriaca, considerando il computo delle occasioni, ma soprattutto gli interventi salvifici del var. Nei supplementari si gestiscono le forze e anche nella condizione atletica l’Austria si dimostra più fresca, ma non ha fatto i conti con la verve di Chiesa, che prima impegna Bachmann e poi lo fulmina dopo una bella giocata individuale in piena area di rigore, determinando inaspettatamente condizioni favorevoli alla nazionale. L’Austria comunque non molla anche con gli ingressi nuovi decisi dal bravo Foda, determinando una condizione tattica inusuale per la squadra di Mancini, che supera il tecnico Pozzo, raggiungendo il record assoluto di 31 risultati utili consecutivi, ma soprattutto chiude gli ottavi già alla fine del primo tempo supplementare con il bel raddoppio di Pessina, dopo che Insigne aveva impegnato severamente Bachmann su punizione.

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Paradossalmente la nazionale con le giocate in contropiede si esprime meglio anche se subisce i tiri pericolosi di Gregoric che impegna severamente Donnarumma, mentre Belotti spreca in malo modo la palla del terzo gol. Mancini è oculato nella scelta di sostituire Insigne con Cristante, con Di Lorenzo che costruisce una grande azione personale, partendo dalla difesa e arrivando addirittura a concludere in porta, mentre l’Austria continua a rendersi pericolosa, sfiorando più volte la rete, fino a realizzarla meritatamente con Kalajdzic seppure nell’episodio meno limpido dei tanti costruiti. In questo modo acquistano un senso anche gli ultimi minuti del secondo tempo supplementare con l’Austria generosamente alla ricerca del pareggio e Belotti impegnato a tenere palla nelle ripartenze, favorendo le volate di Chiesa che manca il terzo gol, sbagliando la misura del pallonetto su Bachmann. Tutto sommato si può essere soddisfatti anche così, ma per arrivare in semifinale contro la vincente di Belgio Portogallo bisognerà fare una partita completamente diversa almeno sul piano del gioco e della ricerca delle soluzioni offensive.

Le pagelle azzurre

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