Ballardini, cronaca dell’addio


Tutto è cambiato.
Dopo la sconfitta a dir poco rocambolesca del Genoa di Ballardini, fermato in casa da un Parma insidioso e quadrato, il mondo genoano è stato ribaltato come un calzino.

 

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Sliding doors

I Rossoblu passano in vantaggio con il goal del solito Piatek, che spedisce in rete di testa un bel traversone di Lazovic.
Ballardini è meritevolmente salvo.
La panchina del grifone è nelle mani giuste: un allenatore preparato e intelligente; ama il Genoa ed è amato dalla tifoseria.

Il Parma reagisce e si riporta in parità col colpo di testa dell’ex Rigoni.
Ballardini traballa.

Succede di tutto: Piatek realizza 2 quasi goal, uno annullato per fuorigioco, il secondo non convalidato dalla goal technology.
Gli emiliani invece non perdonano; vantaggio di Siligardi, con una bella conclusione mancina a giro, poi definitivo 1 a 3 firmato Ceravolo.
Partita messa in ghiaccio.
Ballardini è già virtualmente licenziato.

 

 

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Rapporto finito

La tifoseria ama il Balla ma il presidente ha ormai preso la sua decisione: Juric viene richiamato, Ballardini congedato con ben poco onore.
Motivazioni?
Il giudizio espresso dalla dirigenza Rossoblu non lascia adito ad alcun equivoco.
Ballardini è scarso. Non è l’uomo adatto per proseguire questa stagione; i 12 punti in classifica che ha contribuito ad ottenere nelle prime 7 giornate di campionato non sono sufficienti.
Il Genoa è squadra costruita per giungere in posizioni di classifica più nobili: vanta una rosa di giocatori di grande talento e possiede l’attuale capocannoniere della serie A.
L’obiettivo minimo non può essere definito come il solo raggiungimento di una tranquilla salvezza.
L’Europa league è il traguardo a cui puntare.
Mister Ballardini, è la causa principale delle sconfitte rimediate: non ha saputo dare un gioco alla squadra.

 

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Partite ‘semplici’ come quest’ultima di Parma non si possono perdere se si vuole giocare in Europa l’anno prossimo.
Perciò, è conseguenza logica attuare il cambio alla guida del Grifone.
Fuori Ballardini, dentro Juric, allenatore che da maggiori garanzie tecniche e tattiche.

In conclusione, senza mostrare un atteggiamento prevenuto verso il nuovo tecnico, si può logicamente affermare che Juric sarà ‘obbligato’ a far meglio del suo predecessore.
Se invece eguaglierà i risultati ottenuti da Ballardini, senza produrre un gioco spettacolare e ben orchestrato, allora con tutta probabilità si troverà a far i conti con un nuovo rischio esonero.
Infine se l’allenatore croato dovesse ottenere meno di 12 punti in 7 giornate, il suo ritorno sulla panchina del Genoa potrà essere considerato un vero e proprio fallimento.
Il cammino è arduo.
Auguri mister Juric.

 

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