Geoff Hurst: L’uomo che “distruggeva” i portieri ed entrò nella leggenda del 1966


“Quando mi trovo davanti ad un portiere penso ad una cosa soltanto: distruggerlo”.

In questa frase c’è tutta l’essenza calcistica di Sir Geoffrey Charles Hurst, nato ad Ashton-under-Lyne l’8 dicembre 1941. Figlio d’arte (anche il padre era calciatore, seppur nelle serie minori), Hurst è passato alla storia per essere stato, per oltre mezzo secolo, l’unico giocatore capace di mettere a segno una tripletta in una finale del campionato del mondo. Un record leggendario, eguagliato soltanto da Kylian Mbappé nell’edizione di Qatar 2022.

Dalla trasformazione tattica ai successi con gli Hammers

Cresciuto calcisticamente nel West Ham Utd, Hurst inizia la sua avventura sul rettangolo verde come centrocampista, prima di subire la trasformazione tattica decisiva che lo sposterà in avanti come centravanti. È la svolta della sua carriera. Con gli Hammers conquista la FA Cup nel 1964 (segnando una rete pesantissima) e, l’anno successivo, calca per la prima volta il prato di Wembley per vincere la Coppa delle Coppe contro il Monaco 1860.

Insieme a colonne del club come Martin Peters, Kenny Brown, Billy Bonds e Frank Lampard senior, Hurst detiene tuttora il primato di presenze (15) con il West Ham nelle competizioni europee. Lascerà Londra solo nel 1972, dopo aver collezionato ben 499 partite e 252 gol.

Il Mondiale del 1966: da riserva a eroe nazionale

La storia d’amore tra Hurst e la Nazionale inglese inizia nel febbraio del 1966, quando viene convocato dal CT Alf Ramsey. Al Mondiale casalingo di quell’anno, il centravanti parte inizialmente come riserva della coppia titolare composta da Jimmy Greaves e Roger Hunt. Tuttavia, l’infortunio occorso a Greaves durante il torneo cambia le gerarchie: Hurst viene gettato nella mischia e diventa l’uomo del destino.

Insieme ai compagni di club Bobby Moore e Martin Peters va a formare un asse decisivo per le sorti dei Tre Leoni. Firma il gol decisivo nei quarti di finale contro l’Argentina e, dopo la semifinale vinta contro il Portogallo, costringe il CT Ramsey a una scelta coraggiosa: confermare lui in finale al posto del rientrante Greaves. Una decisione che cambierà la storia del calcio.

La finale perfetta e il gol fantasma più famoso della storia

Il 30 luglio 1966, a Wembley, va in scena l’atto finale contro la Germania Ovest. La partita di Hurst è totale:

  • Al 18º minuto: risponde al vantaggio tedesco pareggiando i conti su assist del “solito” Bobby Moore.

  • Nel secondo tempo: ricambia il favore servendo a Martin Peters il pallone del provvisorio 2-1.

Ma sono i tempi supplementari, arrivati dopo il 2-2 tedesco allo scadere, a consegnarlo all’immortalità sportiva. Al minuto 101, Hurst lascia partire un potente tiro che si stampa nella parte interna della traversa, sbatte a terra ed esce dalla porta. L’arbitro, incerto, consulta il guardalinee e assegna il gol del 3-2 tra le furiose proteste tedesche, dando il via al dibattito sul gol fantasma più celebre di sempre. Negli ultimi scampoli di partita, ancora su lancio di Moore, Hurst sigla il definitivo 4-2 e la sua personale tripletta.

Gli ultimi anni di carriera

Dopo il trionfo del ’66, Hurst difenderà il titolo mondiale a Messico ’70 (segnando una rete prima dell’eliminazione ai quarti proprio per mano della Germania Ovest) e chiuderà la sua avventura in Nazionale nel 1972, con un bottino di 49 presenze e 24 reti.

La parte finale della sua carriera da calciatore lo vedrà vestire le maglie di Stoke City (al fianco del portiere Gordon Banks) e West Bromwich, prima di iniziare un giro del mondo romantico che lo porterà a giocare nella NASL americana con i Seattle Sounders, in Kuwait, in Irlanda al Cork Celtic e infine nel doppio ruolo di giocatore-allenatore con il Telford United nelle serie minori inglesi. Ma per tutti, Geoff Hurst rimarrà per sempre l’eroe di Wembley ’66.

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