Non è solo un ruolo tattico, è un’investitura divina. Essere il CT dell’Italia significa gestire pressioni inumane e trasformare un gruppo di campioni in una leggenda. Ecco i condottieri che hanno alzato il trofeo più bello.
In Italia siamo tutti allenatori, ma solo in pochi sono riusciti a domare il destino e a portare il tricolore sul tetto del mondo o d’Europa. Uomini di carattere, padri di famiglia o sergenti di ferro: ecco i profili dei più grandi.
1. Vittorio Pozzo: Il Vecchio Maestro
L’unico allenatore nella storia del calcio ad aver vinto due Mondiali consecutivi (1934 e 1938), oltre a un oro olimpico. Pozzo era un innovatore, un uomo che curava lo spirito di gruppo come nessun altro. Introdusse il “Metodo” e trasformò la Nazionale in una macchina da guerra imbattibile. È il patriarca indiscusso del nostro calcio.
2. Enzo Bearzot: Il Vecchio e il Mare (di critiche)
Silenzioso, colto, amante della pipa e incredibilmente tenace. Bearzot ha guidato l’Italia nel trionfo più iconico: Spagna 1982. Difese i suoi giocatori (tra cui Paolo Rossi) contro tutto e tutti, istituendo il leggendario “silenzio stampa”. La sua Italia, capace di battere l’Argentina di Maradona, il Brasile di Zico e la Germania di Rummenigge, resta il capolavoro tattico e umano più amato.
3. Marcello Lippi: Il Leader Calmo
Con il suo sigaro e la sua calma glaciale, Lippi ha guidato la spedizione di Germania 2006. In un momento difficilissimo per il calcio italiano, riuscì a compattare uno spogliatoio di giganti, creando un blocco unico capace di soffrire e colpire. La sua gestione dei cambi e la mentalità vincente hanno reso quella squadra una corazzata mentale prima ancora che tecnica.
4. Ferruccio Valcareggi: L’Uomo del Riscatto
È il CT che ha riportato il sorriso all’Italia dopo anni bui, vincendo l’Europeo del 1968 in casa. Sotto la sua guida, l’Italia tornò a essere una potenza mondiale, raggiungendo anche la mitica finale di Messico ’70. Fu l’uomo della “staffetta” tra Mazzola e Rivera, una gestione diplomatica che ha segnato un’epoca.
5. Roberto Mancini: L’Esteta del Rinascimento
Ha preso una Nazionale fuori dai Mondiali e l’ha portata sul tetto d’Europa a Wembley nel 2021. Mancini ha cambiato il DNA dell’Italia, passando dal catenaccio a un calcio propositivo, tecnico e divertente. Una striscia di imbattibilità record e un successo europeo che ha ridato orgoglio a tutto il Paese.


