Inter, la stagione del Centenario: tra infortuni, dominio e lo scudetto firmato Ibrahimović


La stagione 2007-2008 rappresenta un capitolo indelebile nella storia dell’Inter. Un’annata particolare, culminata con la celebrazione dei 100 anni dalla fondazione del club (evento celebrato il 9 marzo 2008), vissuta tra il dominio in campionato, le sfortune europee e un finale da brividi.

Un avvio tra luci e ombre

L’estate del 2007 portò in dote rinforzi di peso come David Suazo (soffiato al Milan) e Cristian Chivu, destinato a diventare un jolly difensivo fondamentale. Tuttavia, l’avvio non fu dei migliori: la squadra di Roberto Mancini perse la Supercoppa Italiana contro la Roma per un rigore decisivo di De Rossi. Inoltre, la rosa dovette subito fare i conti con l’infortunio di Materazzi.

Nonostante le difficoltà iniziali, l’Inter trovò in Zlatan Ibrahimović il suo trascinatore assoluto. Lo svedese, autore di una stagione straordinaria, prese per mano la squadra, dimostrandosi implacabile dal dischetto e fondamentale nel suggerire per le punte, in particolare per Crespo e Cruz, mentre Adriano viveva un momento di profonda crisi (ceduto poi in prestito al San Paolo a gennaio).

Difesa in emergenza e giovani talenti

Se l’attacco girava a mille, la retroguardia — inizialmente blindata con soli 8 gol subiti nelle prime 16 giornate — subì un duro colpo il 23 dicembre 2007: Walter Samuel riportò la rottura del legamento crociato nel derby, chiudendo anzitempo la stagione. In mezzo a tante difficoltà, emerse il talento di Mario Balotelli, capace di segnare gol pesanti sia in Coppa Italia che in campionato.

L’Europa amara e la festa del Centenario

Il cammino in Champions League si interruppe bruscamente agli ottavi contro il Liverpool. Dopo la sconfitta per 2-0 all’andata, segnata dall’espulsione di Materazzi e dal grave infortunio al ginocchio di Cordoba (anche per lui stagione finita), i Reds si imposero anche a San Siro. Nel post-partita di ritorno, Mancini paventò un addio, poi rientrato, che segnò comunque una crepa nei rapporti con la società.

Nonostante l’eliminazione europea, l’ambiente si unì per celebrare il Centenario. L’8 marzo 2008, il Meazza si vestì a festa in occasione della vittoria contro la Reggina, celebrando i 100 anni di storia con una parata di grandi campioni del passato.

Un finale da brividi

Dominatrice del girone d’andata e capace di accumulare fino a 11 punti di vantaggio sulla Roma, l’Inter subì un calo fisico e mentale in primavera, complici i malanni al tendine rotuleo di Ibrahimović. La Roma si avvicinò pericolosamente (-3 a due giornate dalla fine).

Il destino si decise all’ultima giornata: Inter a Parma, Roma a Catania. Sotto la pioggia del Tardini, con il risultato bloccato sullo 0-0 e lo spettro del sorpasso giallorosso, Mancini inserì Ibrahimović (al rientro dall’infortunio) al 51′. Lo svedese si prese la scena segnando una doppietta decisiva che regalò all’Inter il 16º scudetto, il terzo consecutivo.

L’addio di Mancini

Nonostante la vittoria del campionato, la stagione si chiuse con la sconfitta in finale di Coppa Italia, ancora una volta per mano della Roma. Pochi giorni dopo, la società sollevò dall’incarico Roberto Mancini, motivando la decisione con le dichiarazioni rilasciate dall’allenatore dopo l’eliminazione in Champions League.

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