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L’Inter è stata eliminata dalla Champions League e non attraversa un buon momento in campionato, tante le critiche sull’operato di Spalletti.

 

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L’Inter è stata eliminata dalla Champions League in maniera piuttosto dolorosa, non sfruttando ben due chance per passare il turno. I nerazzurri erano stati sorteggiati in quello che è stato definito da più parti “il girone della morte”. Il primo posto del Barcellona non sembrava essere in discussione al momento del sorteggio e così è stato, il Tottenham occupa le posizioni di vertice del campionato inglese da diversi anni e partecipa alla Champions League dalla stagione 2016/17 mentre gli olandesi del PSV Eindhoven dominano il loro campionato e non possono essere considerati la classica squadra materasso. La squadra di Spalletti era alla prima partecipazione alla maggiore competizione europea dopo sei anni di assenza ed il terzo posto al termine della fase a gironi sembrava a detta dei più il risultato più probabile. Tuttavia le vittorie delle prime due gare ed il pareggio con il Barcellona hanno fatto pensare che i milanesi avessero grosse chance di passare il turno. Proprio per questo l’eliminazione e la conseguente retrocessione in Europa League assumono contorni dolorosi. L’Inter ha disputato un buon girone per 5 partite su 6: i nerazzurri hanno giocato alla pari con il Tottenham, squadra che è abituata a certi palcoscenici, conquistando gli stessi punti dei londinesi e venendo eliminati solo per un goal, quello subìto nello scontro diretto della prima giornata a San Siro. Gli uomini di Spalletti sono anche riusciti a conquistare un punto contro il Barcellona, una delle squadre più forti in assoluto, ma il pareggio interno contro il PSV ha distrutto tutto quello che di buono era stato fatto. Ha inciso sul risultato finale anche il fatto che i nerazzurri avessero un centrocampo ridotto all’osso per via delle assurde limitazioni del FairPlay finanziario. Il non aver vinto quest’ultima gara condanna giustamente l’Inter all’eliminazione, ma il cammino dei nerazzurri in Champions guardandolo nell’interezza non è assolutamente da buttare e sarà sicuramente utile nel processo di crescita intrapreso.

 

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In campionato i milanesi stanno rispettando i pronostici che li davano tra secondo e terzo posto in classifica. Dopo una brutta partenza condizionata dalla scarsa condizione fisica dei reduci dal Mondiale e da qualche torto arbitrale, la squadra di Spalletti si è saputa risollevare facendo un bel filotto di vittorie tra la fine di settembre e l’inizio di novembre. I nerazzurri l’anno scorso a questo punto della stagione avevano molti più punti di ora, punti frutto più di giocate estemporanee dei singoli che di un disegno di gioco ben collaudato. I miglioramenti dal punto di vista della costruzione della manovra ed una rosa più lunga sono gli elementi che fanno sperare in un miglioramento almeno del quarto posto dell’anno scorso. L’obiettivo finale della squadra non può certo essere lottare per lo Scudetto. Spalletti ha dato prova della sua bravura nella scorsa stagione riuscendo a superare un profondo momento di crisi di risultati cosa che non erano riusciti a fare molti dei suoi predecessori.

 

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Il tecnico di Certaldo non è certo esente da errori: non convincono la costante presenza tra i titolari di Perisic, finora assente ingiustificato, la gestione degli infortuni di Nainggolan, non fatto guarire in maniera adeguata esponendolo a ricadute, e per finire alcune sostituzioni. Non convince anche l’insistenza su un Asamoah finora molto deludente, in alcuni casi anche nocivo, anche se in quel ruolo le alternative sono veramente poche. Ci sono problemi più gravi che riemergono quando le cose non vanno per il verso giusto e che sono riapparsi anche martedì sera dopo lo svantaggio iniziale. Al sorgere delle prime difficoltà, la squadra non sempre reagisce in maniera corretta, ricadendo negli errori delle passate stagioni. I reparti si slegano dividendo la squadra in due tronconi (attacco e difesa), alcuni calciatori tentano la giocata risolutiva altri si innervosiscono mostrando qualche debolezza dal punto di vista mentale.

In conclusione, se si guarda la gestione Spalletti nella sua interezza non si può negare che ci siano stati netti miglioramenti, ma per portare la squadra a lottare per vincere trofei manca il definitivo salto di qualità. L’Inter ha avviato un progetto a lungo termine con l’ex allenatore della Roma, progetto che richiede tempo, ci si augura che l’ultimo salto di qualità avvenga nell’arco di massimo due anni.

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