A Castellammare di Stabia ritorna il Frosinone, un’altra compagine dal passato recentissimo nel massimo campionato. Parlando di storia e incroci, il nome di Massimiliano Carlini evoca inevitabilmente ricordi felici per entrambe le sponde: dalla storica promozione in Serie A con i ciociari al ritorno in Serie B delle “Vespe” sotto la guida di Fabio Caserta. Un curriculum niente male da raccontare.
Carlini è stato un pilastro fondamentale per la Juve Stabia. Se Paponi era il finalizzatore, Canotto la freccia inafferrabile ed Elia l’uomo del momento, il “Conte Max” rappresentava il cervello e la mente di quella squadra fantastica. Suo fu il gol contro il Trapani — il classico “SMS di corteggiamento” alla Serie B — ma molti altri furono i punti pesanti conquistati grazie alle sue giocate. Gol decisivi, ma anche esteticamente splendidi, segno di una qualità tecnica superiore.
La sensazione sugli spalti era sempre la stessa: palla a Carlini e qualcosa sarebbe successo. Parliamo di un calciatore elegante, capace di accendere la partita in qualsiasi istante con un assist illuminante o una giocata strappa-applausi. È questa la sintesi perfetta del suo vissuto sul manto erboso del “Romeo Menti”.
Carlini non ha mai nascosto il suo legame viscerale con la città di Castellammare di Stabia, dove conserva tuttora profonde amicizie. Per lui, questo Juve Stabia-Frosinone sarà la classica sfida dal cuore spezzato: un canestro colmo di parole e ricordi per un atleta che ha lasciato un segno indelebile in entrambe le piazze.


