Juve Stabia oltre la beffa del risultato: il Menti ritrova il suo Capitano e una squadra che sa lottare


Il calcio, a volte, sa essere un regista crudele e ingiusto. Se dovessimo giudicare la sfida tra Juve Stabia e Frosinone solo dal tabellino, leggeremmo di uno 0-1 firmato Bracaglia. Ma chi ha vissuto i novanta minuti del “Romeo Menti” sa che la cronaca racconta una storia diversa: una storia fatta di legni che ancora tremano, di parate miracolose e, soprattutto, di un ritorno che scalda il cuore più di qualsiasi punto in classifica.

La prima frazione è stata un manifesto del calcio propositivo delle Vespe. Nonostante lo spavento iniziale (gol annullato a Raimondo e l’infortunio a Confente), la Juve Stabia ha dominato la scena. Resta negli occhi l’incredibile occasione al 22’, con quel doppio salvataggio di Palmisani su Okoro e il miracolo sulla linea di Monterosi su Correia. È stata una danza costante verso la porta avversaria, proseguita con il palo di Maistro prima dell’intervallo e il “maledetto” bacio al legno di Correia in apertura di ripresa.

Quando il pallone non vuole entrare, il calcio spesso presenta il conto. E così, al 72’, la beffa si è materializzata sugli sviluppi di un corner, permettendo al Frosinone di portarsi a casa un bottino che, per quanto visto in campo, appare decisamente eccessivo.

Ma se il risultato lascia l’amaro in bocca, il finale di gara ha regalato il momento più atteso: il ritorno in campo di Leonardo Candellone. Quando il capitano ha varcato la linea bianca, il “Menti” si è trasformato in una bolgia. Un boato liberatorio, un abbraccio collettivo per il simbolo che torna a guidare le sue Vespe dopo un lungo calvario.

Rivedere Candellone lottare su ogni pallone nel finale non è stato solo un cambio tattico, ma un’iniezione di speranza. Il capitano torna nel momento cruciale, portando con sé quel bagaglio di esperienza e carisma che sarà vitale per affrontare i Play-off. In una partita dove la sfortuna ha giocato con la maglia del Frosinone, il ritorno del numero 27 è la vittoria più bella, quella che va oltre i tre punti.

Verso i Play-off con la testa alta

Nonostante l’assedio finale e i tentativi di un mai domo Bellich, la Juve Stabia esce dal campo senza punti, ma con una certezza granitica: la squadra c’è, produce gioco e non molla mai.

L’immagine della serata resta quella standing ovation per il suo condottiero. La sconfitta brucia, certo, ma con un Candellone in più nel motore e questa qualità di gioco, i Play-off non fanno paura. Le Vespe sono pronte a pungere ancora, e stavolta con il loro leader in prima linea.

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