Il sipario della Serie A si alza su uno dei classici più sentiti del calcio italiano: Juventus-Fiorentina. All’Allianz Stadium di Torino va in scena un match che, pur con obiettivi di classifica divergenti, mantiene intatto quel fascino fatto di rivalità storica e tensione agonistica. Se per i bianconeri la posta in gioco è il pass per la prossima Champions League, per i viola si tratta di onorare il finale di stagione in una sfida che, a Firenze, non è mai “solo una partita”.
La squadra di casa arriva a questo appuntamento con l’obbligo di fare bottino pieno. La corsa per la zona Champions è più serrata che mai: con il Napoli a 70 punti e un gruppo di inseguitrici formato da Juventus (68), Milan (67) e Roma (67), ogni passo falso può essere fatale.
Dopo i recenti pareggi contro Milan e Verona, i bianconeri hanno ritrovato il sorriso grazie alla vittoria di misura sul Lecce firmata da Kenan Yildiz. La solidità difensiva rimane il marchio di fabbrica, ma per superare l’ostacolo viola servirà la miglior versione di Dušan Vlahović, il grande ex che vive sempre questa sfida con una pressione raddoppiata.
Dall’altra parte del campo, la Fiorentina naviga in acque più tranquille. Ormai salva e lontana dai pericoli della retrocessione, la squadra di Vanoli occupa una posizione di zona fuori pericolo che permette di giocare con la mente libera. Tuttavia, la forma recente è altalenante: il pareggio a reti bianche contro il Genoa ha mostrato una squadra solida ma poco cinica sotto porta.
Senza l’assillo dei punti per la sopravvivenza, la Viola può diventare un cliente pericolosissimo: la velocità di Moise Kean (altro ex della sfida) e la qualità di Gudmundsson sono armi capaci di scardinare anche le difese più ermetiche.Sarà una battaglia tattica, dove la Juventus cercherà di imporre il proprio ritmo per chiudere la pratica Champions, mentre la Fiorentina proverà a giocare il ruolo del “guastafeste” in uno stadio che le è storicamente ostile.


