Juventus-Fiorentina: Una Rivalità Infinita Nata dal “Tradimento” del Divin Codino


Se chiedete a un tifoso viola quale sia la ferita più profonda nella storia del club, la risposta sarà quasi certamente una data: 18 maggio 1990. È il giorno in cui Roberto Baggio, il “figlio prediletto” di Firenze, passò ufficialmente alla Juventus per la cifra record di 25 miliardi di lire. Quello non fu solo un trasferimento di mercato, ma l’atto finale di una guerra sportiva iniziata anni prima e il combustibile che alimenta, ancora oggi, l’odio sportivo tra le due piazze.

Il 1982 la Viola e lo scudetto perso all’ultimo tuffo

Le radici dell’astio risalgono in realtà al 16 maggio 1982. All’ultima giornata di campionato, Juventus e Fiorentina erano a pari punti. I bianconeri vinsero a Catanzaro con un rigore di Brady, mentre ai viola venne annullato un gol (discutibile) di Graziani contro il Cagliari. Lo scudetto andò a Torino e Firenze . Ma fu il caso Baggio, otto anni dopo, a rendere la frattura insanabile.

1990: Roberto Baggio e la ferita al cuore di Firenze

Il passaggio di Baggio alla Juventus scatenò una vera e propria rivolta popolare nelle strade di Firenze. Il momento più iconico della carriera di Baggio, tuttavia, avvenne il 6 aprile 1991, al suo ritorno al Franchi da juventino:

  • Il rifiuto del rigore: Baggio si rifiutò di calciare un rigore contro la “sua” Fiorentina (De Agostini lo sbagliò).

  • La sciarpa viola: Al momento della sostituzione, Roby raccolse una sciarpa viola lanciata dagli spalti e la indossò mentre usciva dal campo tra gli applausi dei suoi ex tifosi e l’incredulità dei suoi nuovi sostenitori.

Un gesto di un’eleganza estrema che, se da un lato riappacificò l’uomo Baggio con la città, dall’altro esasperò ulteriormente la rivalità tra i due club.

Gli “Scippi” Moderni: Da Bernardeschi a Vlahović

La Juventus, negli anni, è diventata per la Fiorentina una sorta di “predatore naturale” dei suoi talenti più puri. Ogni passaggio sull’asse Firenze-Torino ha riaperto la cicatrice del 1990:

  1. Federico Bernardeschi (2017): Il “dieci” cresciuto nel vivaio che sceglie la maglia bianconera, tra le proteste della Fiesole.

  2. Federico Chiesa (2020): Un altro gioiello della cantera viola che vola verso Torino per inseguire la Champions League.

  3. Dušan Vlahović (2022): L’ultimo grande colpo. Il centravanti serbo, nel pieno della sua esplosione, lascia Firenze a gennaio per 80 milioni di euro, scatenando una nuova ondata di sdegno tra i tifosi viola.

Perché non è mai una partita normale

Oggi, Juventus-Fiorentina non è solo una sfida per i tre punti. Per la Juventus è la conferma di una superiorità che i bianconeri rivendicano con la bacheca dei trofei; per la Fiorentina è la “Partita dell’Anno”, l’occasione per Davide di abbattere Golia e vendicare quei torti (reali o presunti) che partono dal 1982 e passano per il codino più famoso del calcio mondiale.

Quando le maglie bianconere e viola si incrociano, il passato scende sempre in campo insieme ai calciatori.

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