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Juventus-Napoli 2-0, il giorno dopo-Editoriale sulla partita che ha visto la squadra di Andrea Pirlo alzare il primo trofeo della stagione contro il Napoli di Gennaro Gattuso

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Juventus-Napoli2-0: È stata una partita piuttosto deludente tra due squadre che non si affrontavano dalla finale di coppa Italia del 17 giugno e che nel primo tempo hanno badato solo a difendersi. L’unica vera occasione, se escludiamo un colpo di testa di Manolas, una telefonata al portiere di Insigne su punizione e un tiro da lontano di Ronaldo, è stata quella di Lozano che sempre di testa costringe Szczesny ad una grande parata su cross di Demme. Per il resto bisogna aspettare la ripresa per vedere subito la parata quasi sulla linea di Ospina su Bernardeschi, subentrato ad un Chiesa dolorante e deludente, e un anticipo repentino di Ronaldo sullo stesso portiere colombiano, che nell’occasione si infortuna leggermente, restando comunque in campo.

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Insomma cominciano i soliti errori difensivi del Napoli, che dopo una quasi autorete di Manolas e un tocco scellerato di Bakayoko regalano al record man delle segnature Ronaldo la palla del vantaggio. Gattuso non può più continuare con una tattica attendista e inserisce prima Elmas per Bakayoko e poi Mertens per un deludente Petagna. Ma a deludere è soprattutto Insigne che ha pensato per tutta la gara più a controllare il redivivo Cuadrado, che a cercare soluzioni offensive, favorendo il controllo della gara della Juve, che con l’americano Mckennie concede l’opportunità di un rigore al Napoli dopo un suo colpo alla caviglia del folletto belga. Purtroppo Insigne chiude nel modo peggiore la sua brutta gara, sbagliando il suo primo rigore stagionale, pur spiazzando Szczesny, costringendo Gattuso a fare mosse disperate finali, inserendo Politano e Llorente per Demme e Rui.

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L’assalto disperato di ben cinque calciatori offensivi che denota solo una disperata ricerca di gol nel finale a dispetto di ulteriori soluzioni tattiche porta ad un’altra grande parata di Szczesny sempre su Lozano e una deviazione di Chiellini nella sua porta e ad un ultimo angolo in cui Ospina ha provato ad imitare Provedel, ma ha trovato invece nell’ultima azione di ripartenza juventina il raddoppio di Morata a difesa completamente scoperta. Insomma dopo una brutta finale, la Juve vince la sua nona Supercoppa italiana, la seconda contro il Napoli dopo averne perse altrettanto, più per demerito dei calciatori del Napoli e della tattica piuttosto rinunciataria di Gattuso, che per meriti del gioco di Pirlo, che comunque riesce già ad ottenere il suo primo titolo nazionale dopo pochi mesi della sua prima panchina, una matricola vincente che conferma la tradizione della squadra della famiglia Agnelli.

A Cura di Gianfranco Piccirillo

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