C’è chi il derby lo vive da spettatore, chi da protagonista in campo e chi, invece, lo porta cucito sulla pelle come un romanzo personale. È il caso di Gerardo Alfano, figura centrale dello staff tecnico di mister Pietro De Giorgio alla Juve Stabia, per il quale la sfida del “Simonetta Lamberti” contro la Cavese rappresenta un incrocio di sentimenti e ricordi impossibile da paragonare a qualsiasi altra partita.
Nato e cresciuto a Castellammare di Stabia, Alfano affonda le sue radici umane e sportive nella città delle Vespe. Il destino, tuttavia, lo ha incoronato sul rettangolo di gioco come una vera e propria bandiera della Cavese. Con la maglia blufoncé addosso ha scritto pagine indelebili di storia metelliana, diventando un punto di riferimento assoluto per la piazza, un leader amato e rispettato per grinta, attaccamento e professionalità.
Oggi il presente lo vede nuovamente a casa, al servizio dei colori gialloblù nello staff tattico e operativo di mister De Giorgio. Ma tornare a Cava de’ Tirreni, sedendosi sulla panchina ospite del “Lamberti”, non potrà mai lasciarlo indifferente.
Per Gerardo Alfano, questo match è un vero e proprio viaggio nell’anima: da una parte l’orgoglio delle origini e l’impegno professionale per portare in alto la Juve Stabia, dall’altra l’affetto profondo per un ambiente che lo ha eletto a simbolo e che non ha mai smesso di stimarlo. Un derby speciale, intimo e dal sapore unico, dove la passione per il calcio si fonde con la storia di chi questi colori li ha vissuti, sudati e amati come pochi altri.


