Se la Juve Stabia può festeggiare un successo pesantissimo contro il Cesena, gran parte del merito va a chi, pur senza finire sulle copertine per un gol, ha steso un filo spinato davanti alla propria porta. Alessandro Confente, premiato con un meritato 6.5, è stato l’eroe silenzioso di un pomeriggio dove la solidità difensiva ha fatto tutta la differenza del mondo.
Il mestiere del portiere di alto livello è esattamente questo: restare concentrato per ottanta minuti di relativa calma, per poi farsi trovare pronto nel secondo decisivo. Confente non è stato bersagliato da un tiro al bersaglio, ma quando il Cesena ha alzato i giri del motore, cercando disperatamente il gol, lui ha risposto “presente”.
Le sue parate determinanti — su tutte quella su Piacentini nel primo tempo e la risposta sicura su Shpendi nella ripresa — hanno letteralmente messo le mani sulla vittoria. Interventi che non sono solo tecnica, ma puro istinto e posizione, capaci di strozzare in gola l’urlo dei tifosi romagnoli e di blindare un risultato che restava in bilico.
Sicurezza e Leadership: Il “Tranquillante” della Difesa
Al di là delle parate spettacolari, la prova di Confente si valuta nel linguaggio del corpo. In un match teso, con mischie furibonde in area di rigore, la sua sicurezza nelle uscite è stata una boccata d’ossigeno per i compagni di reparto.
Vedere un portiere che esce con tempi perfetti e chiama la palla con autorità trasmette una tranquillità olimpica a tutta la difesa. Giorgini e Varnier hanno potuto giocare con maggiore serenità proprio perché sapevano di avere alle spalle un “ultimo baluardo” pronto a rimediare a ogni minima sbavatura.
Il Muro su cui sbatte il Cesena
Mentre il Cesena di Ashley Cole provava a scardinare la resistenza stabiese con i cambi e i tiri dalla distanza di Olivieri, Confente è rimasto una roccia invalicabile. Anche sul brivido finale della deviazione all’84’, la sua presenza ha dato l’impressione che, per stasera, la porta gialloblù fosse protetta da un incantesimo.
In sintesi, quello di Confente è un 6.5 che pesa come un gol. Una prestazione da leader vero, che conferma quanto sia fondamentale avere tra i pali un portiere capace di vincere le partite con la forza dei nervi e la precisione dei guantoni. Il Menti può dormire sonni tranquilli: il suo guardiano è più vigile che mai.


